Antonella Clerici risponde alle critiche per il suo nuovo contratto RAI
Antonella Clerici ha scelto di rispondere con una lettera sul Corriere della Sera alle critiche mosse all’onorario da lei chiesto alla RAI (due milioni di euro, stessa cifra del suo ultimo contratto risalente a tre anni fa).
“Caro direttore,
dopo aver letto l’articolo apparso oggi sul suo giornale non me la sono sentita di non replicare alle affermazioni ed ai giudizi espressi dai consiglieri Verro e Rizzo Nervo della Rai sul mio nuovo contratto e sulla mia persona.
Devo il mio successo alla Rai e di questo ne sono orgogliosa e consapevole. A seguito della mia maternità sono rimasta in disparte e anche dopo ho atteso, restando fedele all’Azienda, di poter nuovamente essere utile alla stessa.
Per dovere verso il mio pubblico e rispetto della verità desidero fare luce su alcuni punti che emergono dall’articolo. Credo di essere stata l’unica artista a rendersi disponibile a lavorare in situazioni più che difficili, accettando una produzione a Napoli, per il solo scopo di permettere alla Rai di ridurre pesantemente i propri costi contribuendo ad un successo economico oltre che ai noti risultati in termini di raccolta pubblicitaria e audience per la mia Azienda. Ho condotto lo scorso Festival di Sanremo profondendo ogni energia ed entusiasmo così contribuendo al successo dell’evento pur rimanendo il conduttore meno pagato nella storia del Festival della Canzone Italiana.
Il tanto criticato contratto in chiusura con la Rai riporta una cifra che è esattamente identica a quella del contratto concluso tre anni fa e che pertanto non tiene conto e non capitalizza in mio favore il risultato economico e di pubblico conseguito dalla Rai per il successo del Festival di Sanremo e del programma “Ti lascio una canzone”. L’elenco sarebbe lungo e probabilmente poco interessante come ogni elenco, ma serve a spiegare il sentimento di dispiacere per un’ingiustizia subita in modo così immotivato che dà di me un’immagine tanto diversa da quanto io sono e che mi lascia incredula e profondamente colpita, non senza un sincero disappunto.
Sono certa che dopo tanti anni di appassionata attività il mio pubblico non si berrà accuse così ingiuste e strumentali. Riaffermando i sentimenti di collaborazione e doverosa attenzione verso l’Azienda io, che di questi valori ne ho fatto, con il cuore, una bandiera, desidero porre la parola «fine» a questa spiacevole quanto incresciosa vicenda. Cordiali saluti.”
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