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Ballando con le stelle 2011, Paolo Rossi: “non ho bisogno di popolarità”

BALLANDO CON LE STELLE – Paolo Rossi non riesce a tenere la bocca chiusa. Dopo le sottili polemiche riportate da Avvenire e Il Corriere della sera riguardanti i campioni sportivi che finiscono nel ristretto mondo dello show business (“l’asso sportivo ormai non vive più di luce propria o di quella delle sue medaglie, ma per esistere – o per sopravvivere, dipende dai casi – necessita soltanto di quella della telecamera“), il campione si sente in dover di rispondere a tono.

“Non ho bisogno di popolarità, non ho necessità economiche, ho accettato perché mi andava di farlo e mi diverte farlo. In questi anni ho rifiutato tante proposte, proprio perché non mi sembravano opportune, perché pensavo che potessero togliere qualcosa alla mia immagine. So che niente mi può dare qualcosa in più di quello che mi ha dato il calcio. Ballando con le stelle 2011 è un programma bello, pulito, elegante, divertente”.

L’ex calciatore sottolinea di aver preso questa importante decisione previa consultazione della moglie e, soprattutto, di non aver accettato solo per vil metallo. Il nostro inoltre giura che non parteciperà mai a un reality show come L’isola dei Famosi.

“L”aspetto economico conta al 50%, ma ci sono cose che non farei per nessuna cifra al mondo. A L’isola dei famosi non ci andrei mai e poi mai. Non andrei in reality dove c’è poco buongusto”.

Ad ogni modo dobbiamo constatare che Rossi, tra i concorrenti in corsa per la vittoria, non se la cava proprio male coi passi di danza, ma non è sempre stato così e gli esordi infatti sono stati alquanto traumatici:

“Quando me lo chiese la prima volta ero abbastanza perplesso, per 4/5 anni ho sempre detto no, poi due mesi fa sono andato a Roma e mi sono lasciato convincere … Non avevo la percezione di quanto fosse difficile ballare, solo ora me ne rendo conto. L’inizio è stato traumatico: è una cosa non naturale, che non ho mai fatto in vita mia, imparare i movimenti da zero è dura, il difficile è tenere a mente e memorizzare i movimenti”.

Insomma, lacrime e sangue, secondo la buona tradizione sportiva che vuole tutto l’impegno possibile per raggiungere un obiettivo di eccellenza. Dati i suoi trascorsi siamo certi che Rossi arriverà al top.