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Mike Bongiorno: due arresti per tentata estorsione della salma

MIKE BONGIORNO – Nuova svolta nell’indagine sulla scomparsa della salma del noto presentatore tv. Due pregiudicati milanesi, originari di Cerignola: Luigi Spera (53) e Pasquale Cianci (62) sono stati arrestati e portati a Verabania dove sono stati interrogati tutta la notte.

I due avrebbero tentato il colpo grosso, provando a ricattare la famiglia Bongiorno che di recente, pur di tornare in possesso del corpo dell’amato estinto, era arrivata a offrire una ricompensa. I malviventi avrebbero telefonato al parroco di Dagnente, Don Mauro Pozzi, chiedendo, come rimborso, l’esorbitante cifra di 300.000 euro (prendere o lasciare).

In realtà si tratta di due sciacalli che ora si difendono dichiarando di non sapere nulla della salma di Mike e di aver chiesto denaro solo per bisogno, senza avere nessunissima idea di dove si trovi il corpo.

Ci saremmo accontentati di 200mila euro” affermano i malfattori.

La vicenda è cominciata un pò di tempo fa, addirittura a una settimana circa di distanza dal rapimento delle spoglie di Mike. Al parroco di Dagnente sono arrivati alcuni sms provenienti da alcune cabine telefoniche di Torino e Milano, gli sms contenevano messaggi del tipo:

“Vogliamo 300mila euro in banconote di piccolo taglio“, “Seguite le nostre istruzioni o ne faremo scempio“.

Tutto questo ha portato a stabilire un incontro, fissato per il 16 febbraio, il guaio è che ad attendere il prete alla stazione di Torino Stura c’era solo un’altra delirante lettera con ulteriori indicazioni.

I briganti hanno trovato anche il tempo per alcuni sberleffi, invitando il povero parroco a diventare uno e trino e inviandogli un disegno.

“Il primo di voi deve salire sulla prima carrozza con una luce, il secondo nel secondo vagone, il terzo nell’ultima carrozza. I soldi vanno in fondo”.

La vicenda è stata smentita da Nicolò Bongiorno, ma alcuni giorni dopo ecco arrivare il fermo degli sciacalli.

Tra qualche giorno ci sarà una conferenza stampa da parte del Procuratore della Repubblica di Verbania, per fare il punto sulle indagini e intanto degli amabili resti di Mike Bongiorno non c’è traccia.