Gossip News » Primo Piano » Emma Marrone: sono cornuta, ma ho perdonato Stefano De Martino

Emma Marrone: sono cornuta, ma ho perdonato Stefano De Martino

EMMA MARRONE – Ospite di Se…a casa di Paola, Emma Marrone si è lasciata andare ad alcune confidenze riguardanti  la storia con Stefano De Martino e la sua malattia.

Rievocando i momenti riguardanti la scoperta di avere un tumore all’utero, la combattiva cantante ha affermato:

“La cosa che più mi dispiaceva era vedere gli occhi spenti dei miei genitori, che piangevano di nascosto per non farmi sapere i loro stati d’animo”.

La Marrone, fedele al suo temperamento determinato a quel punto non ha avuto altra via d’uscita che reagire.

“Col cavolo che me ne vado da questa Terra!”. Riflettevo, spesso, sul dolore che avrei provocato a loro quasi mi sentissi colpevole del dispiacere che avrei potuto provocargli”.

Stessa cosa durante il Festival di Sanremo 2011: “anche quando, mio padre ha avuto dei problemi di salute durante Sanremo, ho espresso gratitudine a tutti ma non me ne importava nulla in quel momento… avrei anche lasciato la gara perchè mio padre rappresentava una priorità, più di me stessa”.

Poi Emma Marrone torna a difendere il diritto alla privacy in merito alla storia con Stefano De Martino.

“Finire sui giornali non è semplice. Ognuno, giustamente, fa il suo lavoro e diventando un personaggio pubblico, ho messo in conto il fatto di dover sottostare ad alcune regole del gioco. Mi dà fastidio solamente che persone esterne alla mia vita giudicano i miei fatti solo perchè lo hanno letto sui giornali. Anche alcune fan pensano che io mi sia umiliata o ancora mi hanno dato della “senza palle” perchè mi sono ripresa il mio fidanzato”.

E, sempre rimanendo in tema, la vocalist dichiara di aver ormai perdonato il suo attuale partner dopo il flirt con Giulia Pauselli.

Sarò anche cornuta ma ritengo che ci fossero le basi per riprendere un rapporto. L’orgoglio e la ripicca non portano mai da nessuna parte. Ho cercato di perdonare a piccoli passi quella persona. Perché venire a sindacare una mia scelta? Sono fatti miei”.