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Dermatite da smog: come prevenirla, riconoscerla e curarla

Il nostro viso è costantemente esposto a tutti i fattori ambientali in cui ci troviamo a vivere. In particolare se la nostra vita si svolge in città, siamo più predisposti ad assorbire tutti quegli agenti nocivi – quali smog, fumo, inquinamento, raggi UVA e UVB, etc. – che in certi casi possono portare a una vera a propria dermatite da smog, o meglio chiamata “smoker’s face”.

Il colore del viso diventa spento, si ingrigisce, è poco sano e la cute esposta a sostanze inquinanti appare sensibile al punto da presentare dermatiti, arrossamenti, desquamazioni.

Questo disturbo colpisce soprattutto chi vive in città, e giovani uomini e donne sopra i trent’anni.

Le polveri sottili alterano il film idrolipidico (cioè il rapporto tra acqua e sebo della nostra pelle), che provoca delle microfissurazioni alterando le ghiandole sebacee che sono portate a produrre più sebo, con la conseguenza di una cute più grassa.

Idratare e nutrire la pelle può in questi casi essere ancora più efficace.

Per prevenire questo disturbo che causa una perdita di luminosità e spesso desquamazioni, è bene ricorrere a dei trattamenti mirati: innanzitutto scegliere correttamente i prodotti per la pulizia quotidiana, delicati e a pH neutro; bisogna aiutare a ricompattare la pelle attraverso cosmetici che agiscano sull’idratazione, arricchiti di fosfolipidi, deltalattone e glucosamina.

In caso di dermatiti più serie è bene rivolgersi a uno specialista, che può consigliare il trattamento ideale. Un nuovo principio è l’alukina, un composto di allume di rocca, acido glicerretico e retinolo, ma deve essere prescritto dal medico!

Infine uno stile di vita più sano è utile in ogni caso, soprattutto tenere sotto controllo lo stress, curare la dieta (assumere cibi ricchi di biotina come latte, latticini, carne, fegato, cereali integrali, cavoli, carote e pomodori), ed esporsi correttamente al sole.