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Melania Rea uccisa perchè aveva scoperto i segreti della caserma di Ascoli

DELITTO REA – Il Gip di Teramo Giovanni Cirillo ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Salvatore Parolisi, accusato di omicidio aggravato dal vincolo coniugale e dalla crudeltà. La novità è che in questa nuova ordinanza lunga 185 pagine, emerge un nuovo inquietante scenario circa il movente che ha portato alla morte della giovane mamma di Somma Vesuviana.

Ormai gli inquirenti ne sono quasi certi: Melania è stata uccisa per via di “qualcosa di inconfessabile nella caserma di Ascoli, lo stesso luogo dove il presunto colpevole materiale, Salvatore Parolisi, si rifugiò il 19 aprile invece di darsi alla disperarata ricerca della moglie come tutti gli altri familiari accorsi dalla Campania (il 19 aprile Melania era ancora ‘scomparsa’, il suo corpo sarà ritrovato solo il giorno dopo).

Il primo vero movente di Salvatore Parolisi, dunque, non sarebbe la volontà di lasciare la moglie per l’amante Ludovica Perrone, ma ben altro. Nel 235esimo Rav si nasconde un mistero che il Gip di Teramo Giovanni Cirillo vuole svelare:

“Può essere ipotizzato che la moglie avesse scoperto qualcosa di assai più grave del tradimento, o anche solo di torbido. Occorrerebbe approfondire i rapporti interni alla caserma, gli eventuali giri di droga, le altre relazioni extraconiugali…”.

Il giudice di Teramo non crede, dunque, all’ipotesi dell’imbuto passionale in cui sarebbe entrato Parolisi, stretto fra due donne, la moglie e l’amante:

“Di fatto la situazione nella quale versava, pareva andargli benissimo. Famiglia e distrazione. Pazienza se a Ludovica tutto ciò non andava bene. Se ne sarebbe fatta una ragione. Lui l’avrebbe convinta ogni volta a non andarsene”.

Ma perchè allora Salvatore avrebbe ucciso Melania? La ragione del gesto estremo va ricercata in quello che Melania potrebbe aver scoperto quando “lo seguiva, lo controllava, non poche volte lo aveva persino pedinato“, qualcosa riguardante la Caserma di Ascoli (sicurezza militare, prostituzione, droga?). Seguendo questa pista, diventa fondamentale la testimonianza di Rosa Immacolata, l’amica intima di Melania:

“Nei giorni immediatamente precedenti l’omicidio, il 16 aprile, Melania le era apparsa molto nervosa, fumava molto e voracemente. In un’occasione aveva qualcosa di “molto brutto” da dirle, senza che ci sia stato il tempo di farlo”, continua il magistrato.

E lo stesso Parolisi  il 19 aprile, quando Melania era ancora ‘scomparsa’ e mentre si era rifiugiato in caserma, si affretta a chiamarla: “Temeva che le avesse rivelato il segreto inconfessabile?”.

Anche le sconcertanti intercettazioni telefoniche tra Salvatore Parolisi e sua sorella pubblicate qualche settimana fa avevano fatto sospettare qualcosa del genere. Ora quelle parole risuonano ancora di più in modo sinistro:

“Può darsi che mi danno una punizione, a livello disciplinare mi puniscono, non so in base al loro giudizio oppure perché la cosa è troppo grossa chiudono un occhio. / Ma sai quante cose escono in mezzo. Hai capito, tu non guardare solo a dire ora non è uscito nulla. Io non so quello che è stato raccontato dai ragazzi lì dentro. Non pensare che ero l’unico ad avere qualche contatto così. / Sì, ora esce fuori pure qualche altro. / Mi dispiace che ci ha rimesso Melania”.