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Vasco Rossi su facebook svela la lista dei farmaci antidepressivi

VASCO ROSSI – Almeno una cosa è chiara: a Vasco Rossi piace facebook. Sì perchè ormai il rocker di Zocca parla sempre attraverso il famoso social network. E così dopo aver rivelato l’assunzione di farmaci antidepressivi che assume regolarmente, Vasco ha pubblicato la lista degli antidepressivi che gli hanno salvato la vita.

«Un antidepressivo al dì, l’Effexor, da 0,75 mg (è il dosaggio minimo, esiste anche da 150 e da 300mg), un ansiolitico al bisogno, lo Xanax (che ha effetti collaterali molto inferiori a farmaci come il Tavor o il Minias che mi risulta essere usato dalla stragrande maggioranza della popolazione), un complesso vitaminico studiato appositamente per me dopo precisi esami che faccio presso una clinica per la salute, nella quale trascorro una settimana ogni anno e che frequento da vent’anni. Tutto qua». Vasco è tornato sull’argomento dopo aver constatato che «l’ironia è una merce rara in questo paese: che si arrivasse a una situazione così tragicomica non me lo aspettavo». Dunque, ha spiegato, «quando ho parlato ‘provocatoriamentè di cocktail di farmaci grazie ai quali sopravvivo non credevo di scandalizzare e preoccupare tanto sociologi, psicologi, comitati di difesa dei minori, tuttologi e giornalisti». Da qui la decisione di precisare «la quantità e la qualità dei farmaci che mi sono stati prescritti e che assumo giornalmente».

Il Blasco ha parlato anche dell’inizio del “periodo oscuro” scoppiato nel 2001 che «mi ha ormai fatto diventare il depresso più famoso d’Italia!». Un malessere scoppiato «dopo la morte improvvisa di Massimo Riva seguita da quella del mio più caro amico d’infanzia Mario Giusti, il quale, dopo un periodo di tossicodipendenza da eroina durato quattro anni dal 1982 al 1986, dopo due anni di comunità, era uscito completamente trasformato e maturato. Aveva smesso da 12 anni di farsi ed era ritornato a una vita normale. Lavorava e viveva serenamente quando all’improvviso si è sentito male in settembre (epatite C) e a gennaio è morto!». Un colpo che in Vasco ha scatenato «una rabbia e una disperazione tale per una così ingiusta e crudele fine che, aggiunta alla sensazione di essere un sopravvissuto, di avere raggiunto ogni meta e realizzato ogni sogno al di là di qualsiasi immaginazione, mi ha gettato in uno stato di tristezza e una malinconia tali per cui mi sembrava niente avesse più importanza». Dunque, ha sottolineato ancora il Komandante, «non c’entrano l’uso e l’abuso di droghe o sostanze pericolose che non mi stanco mai di ripetere e consigliare ai miei fans, amici e figli di non usare». E ancora, «non c’azzecca nemmeno la noia o lo stress da successo, fama o ‘prezzò in termini di vita privata che pago molto volentieri». Ma più semplicemente, ha concluso Vasco, «di un momento di profonda malinconia che non definirei nemmeno depressione anche per rispetto a chi davvero ne soffre e non riesce neppure a parlarne». La nota, pubblicata alle 16, in meno di tre ore aveva già raccolto 1.500 commenti.