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Stefano Bettarini: “Sono perseguitato come Ylenia Iacono”

STEFANO BETTARINI – Dopo lo sfogo di Ylenia Iacono che afferma di essere perseguitata, Stefano Bettarini torna a parlare della loro relazione: “La storia con Ylenia è iniziata soltanto quest’ultima estate. È una donna – ha dichiarato ad “Eva” – con un carattere splendido, sempre con il sorriso, nonostante i problemi che sta affrontando; credo che pochi sarebbero in grado di conservare la serenità con quello che le sta succedendo. Ma lei è una donna matura, una madre, una persona forte che non vuole nascondersi davanti alle avversità della vita, una donna che mi rende sereno e mi fa stare bene”.

All’inizio voleva difendere la fidanzata: “Specie all’inizio del 2011, quando purtroppo ha dovuto sopportare e subire delle bruttissime esperienze, quali una serie di violenze psicologiche e minacce; da uomo mi sono sentito in dovere di proteggerla e di starle vicino: quello che stava vivendo mi sembrava del tutto assurdo. Anch’io avevo avuto una separazione sofferta, ma la situazione di Ylenia superava tutti i limiti. Poi, proprio in quel periodo, anch’io ho iniziato a essere oggetto di persecuzioni e minacce. Da 20 anni sono un personaggio pubblico, ma cose del genere non mi erano proprio mai capitate”,ora invece, anche lui è vittima di persecuzioni: “Si, inizialmente sono stato aggredito e preso a pugni in un presunto tentativo di rapina. Ma pensandoci ora, alla luce degli episodi successivi, forse così si voleva che apparisse, ma in realtà poteva essere solo un gesto di intimidazione. Perché gli aggressori si erano evidentemente molto più preoccupati di picchiarmi e spaventarmi che di portarmi via qualcosa”.

Sono successi altri episodi: “Dopo i pugni a Milano, qualcuno, approfittando del fatto che non ci fosse nessuno, è entrato in casa mia a Viareggio e, pur non avendomi rubato nulla, mi ha distrutto gratuitamente la casa, addirittura strappando la carta da parati. Mai cose del genere erano accadute a Viareggio, dove tutte le seconde case sono spesso, ovviamente disabitate e soprattutto, ripeto, è strano che non sia stato rubato nulla. A questo spiacevole episodio ne sono seguiti altri, così dolorosi e umilianti per le modalità “da aggressione nell’ombra”, che preferisco non parlarne. Cito solo l’ultimo, di giorni fa: è stato dato fuoco all’ingresso della mia casa a Milano”

E lui adesso ha dei sospetti: “Ovvio che abbia dei sospetti. Credo al caso … ma solo se accade una volta. Se gli episodi si ripetono non si tratta più di un caso, ma di una persecuzione. Ovviamente ho sempre sporto, per ciascuno di questi fatti, querela contro ignoti. E gli inquirenti mi dicono di stare tranquillo perché iniziano ad avere in mano elementi che suffragano i miei sospetti. Spero, come Ylenia, che questo mio sfogo faccia demordere dai propri intenti l’autore di tutto. Dietro potrebbe esserci la stessa persona o gruppo”.