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Whitney Houston morta annegata a causa di un mix farmaci-alcol – FOTO

WHITNEY HOUSTON – Si prova solo sgomento nello commentare la notizia di un’altra morte annunciata, quella di Whitney Houston. A soli 48 anni, la cantante ha concluso la sua triste esistenza proprio alla vigilia della cerimonia dei Grammy Award, l’Oscar della musica che a soli 23 anni, nel 1986 l’aveva consacrata la nuova regina del pop mondiale.

Whitney Houston sarebbe morta di annegamento, per essersi addormentata mentre si stava facendo il bagno nella sua stanza d’albergo di Beverly Hills. È quanto riferisce il sito Tmz. Secondo alcune fonti, la cantante da tempo prendeva lo Xanax, un forte sedativo normalmente usato per combattere l’ansia e la depressione. La notte prima di morire, secondo diverse testimonianze, Whitney aveva bevuto moltissimo sino a tardi. E lo Xanax, mescolato a grosse quantità di alcol, provoca un fortissimo stato di incoscienza.

Proprio questo mix potrebbe averla fatta addormentare senza rimedio mentre si trovava nella vasca. A quel punto, la causa del decesso potrebbe essere il semplice annegamento, e non l’overdose. Solo nelle prossime l’autopsia fornirà il responso finale. Al momento della morte neanche la figlia 19enne è stata autorizzata a vedere il corpo della madre.

Secondo quanto informa il sito Tmz, la ragazza è giunta all’Hilton di Beverly Hills diverse ore dopo la tragedia. A quel punto è salita al quarto piano, dove era la stanza della madre, ma i poliziotti non le hanno permesso di entrare. Lei ha cominciato a urlare disperata contro gli agenti, ma non c’è stato nulla da fare. Il riconoscimento della salma era stato già fatto da altri amici e parenti che erano nella stanza, quando sono arrivati gli agenti.

Più o meno mentre la ragazza piangeva e il corpo di Whitney era ancora nella stanza, in un salone dell’albergo, aveva comunque inizio la festa per la quale Whitney era lì, secondo la legge ferrea dello spettacolo americano: «the show must go on». Organizzata da Clive Davis, l’agente musicale che la scoprì, il party è iniziato con un ricordo della cantante. “Abbiamo tutti il cuore devastato dal dolore. Il mio pensiero – ha detto Davis al microfono – va alla figlia Bobbi Cristina e alla madre Cissy. Whitney era una persona splendida. E avrebbe voluto che la musica continuasse”. Poi il ricordo emozionato di Tony Bennett: “Prima Michael Jackson, poi Amy Winehouse. E ora Whitney Houston. Ora vorrei che tutti i presenti in questa sala spingano il governo a legalizzare le droghe“.

A render più atroce la sua scomparsa, il fatto che la morte sia avvenuta davanti agli occhi di tutti: il violento matrimonio con Bobby Brown, i continui problemi di droga e alcol, sono diventati oggetto di un reality mentre l’industria del gossip faceva a gara per pubblicare le foto di una donna bellissima trasformata col tempo in barbona.

Figlia d’arte, Whitney Houston era una predestinata. Sua mamma è Cissy Houston, grande cantante di gospel e voce importante della tradizione black, sua cugina è Dionne Warwick, Aretha Franklin è la sua madrina. E la sua voce, prima che fosse rovinata dal crack, era un dono di Dio.

Il grande successo arriva nel 1985 quando piazza brani come How Will I Know, Greatest Love of All e Whitney diventa una star mondiale. Per il suo terzo album I’m Your Baby Tonight, quello con I Wanna Dance With Somebody, Clive Davis organizza una presentazione nel castello reale di Monaco di Baviera, Whitney Houston sembrava davvero una regina. Era il 1990: il suo regno sarebbe durato ancora poco.

Nel 1992, Whitney incanta il mondo cantando e recitando nel film The Bodyguard con Kevin Costner. La colonna sonora del film ” I Will Always Love You ” resta uno degli album più veduti di sempre. Poi il declino: il matrimonio con Bobby Brown e i continui problemi di tossicodipendenza contro cui ha sempre lottato.

Nel 2008, Whitney che ha venduto 190 milioni di dischi, è entrata nel Guinness dei primati come una delle donne più premiate della storia della musica. Nel 2009 pubblica il suo ultimo album, “I look to you” tornando sulle scene. Per tutti sembrava la rinascita di una stella, ma il tour non andò bene e i problemi ricominciarono.

Non resta che la pietà per una regina che si è lasciata morire in pubblico. Per tutti resterà sempre “The Voice”.

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