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Giorgia Surina: “Per anni perseguitata da uno stalker”

GIORGIA SURINA – – “All’inizio io stessa ho sottovalutato là cosa, anche perché, pensavo: “Posso risultare antipatica, ma non sono il tipo di persona capace ,di scatenare delle perversioni. Poi ho cominciato a sentirmi in colpa: “Magari sono troppo spavalda”, mi dicevo. Solo ora sto metabolizzando questa vicenda, sono capace di parlarne in maniera serena e, mi auguro, anche costruttiva”. A parlare è Giorgia Surina, che per la prima volta racconta al settimanale Chi di essere stata per anni vittime di uno stalker.

Oggi se dovesse capitare di nuovo a me o a una mia amica, so che cosa i dovrei fare, so che la legge è dalla mia parte, so, soprattutto, che non è per niente colpa mia“. La paura però resta: “Devo essere sincera, non è facile, anche perchè non so cosa faccia oggi questa persona, dove sia e se sia libera oppure no. All’epoca, infatti, lo stalker si era fermato dopo tre anni di denunce e di lavoro con la questura di Milano e con diversi ispettori di polizia che mi hanno aiutata. Era stato messo in una struttura psichiatrica per essere curato ed aiutato. Quei fatti sono capitati nel 2001 e il 2004, ma ancora oggi la sera, quando rientro a casa, qualche volta temo di essere seguita”.

Nonostante tutto però, Giorgia Surina oggi fidanzata con Nicolas Vaporids non ha mai rinunciato alla sua vita: “Lo stalking è un’esperienza violenta, un ceffone che ti arriva in piena faccia: dagli scherzi telefonici si passa alle minacce di morte. In quel periodo io presentavo Mtv Total Request ed ero in diretta tutti i giorni da piazza del Duomo. Allora, con Mtv avevamo ideato un piano di sicurezza molto efficace, ma io non riuscivo a comprare neanche un paio di calze da sola. Non ho rinunciato a quelle che potevano essere delle occasioni importanti, avrebbe voluto dire che l’uomo che mi perseguitava aveva vinto su tutta la linea, ma non era facile“. In quegli anni, tra le altre cose, non c’era neanche un legge specifica: “Era un dramma, io mi sentivo dire: “Guarda, finchè non succede qualcosa di grave, noi non possiamo intervenire”.

“Nonostante questo, la polizia è stata attenta e si è presa cura di ogni denuncia fatta, dalle telefonate ricevute e di tutte le scritte sui muri (aveva tappezzato Milano con delle frasi terribili). Chi subisce stalking deve tenere un diario: ho passato serate intere a trascrivere i messaggi che mi lasciava in segreteria, li c’era registrata la sua voce, con cui poi sarebbero stati fatti dei confronti e si poteva capire come stava evolvendo, se stava peggiorando”.