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Paola Ferrari ancora contro Twitter: “Cyber bulli alle Olimpiadi”

PAOLA FERRARI – Dopo aver querelato la prima volta il famoso social network, Paola Ferrari torna a scagliarsi contro Twitter. La giornalista sportiva Rai, è tornata sull’argomento dopo alcuni spiacevoli episodi accaduti alle Olimpiadi di Londra. Il calciatore Michel Morganella è stato cacciato dalla delegazione della Svizzera alle Olimpiadi per un insulto razzista su twitter. Il calciatore del Palermo con la cresta da mohicano dopo il ko per 2-1 con la Corea del Sud si è sfogato malamente su Twitter, scrivendo in verlan, una particolare forma di linguaggio gergale francese. Morganella, fischiato durante il match per aver simulato un fallo, ha twittato: “Je fonsde out les coreen allez sout vous lebru ahahahahahah deban zotre” cioè “Voglio dare fuoco a tutti i coreani, bruciate tutti mongoloidi”.

E’ andata peggio a un giovane diciassettenne britannico che è stato arrestato dalla polizia di Dorset in Inghilterra dopo aver inviato su Twitter un messaggio di cattivo gusto a un atleta britannico. Dopo la sconfitta del duo Tom Daley – Pete Waterfield alle Olimpiadi nella prova di tuffi sincronizzati, @Rileyy_69, ha inviato un messaggio a Tom Daley: “Oggi hai deluso tuo padre. Immagino che tu sappia di cosa sto parlando”. L’atleta gli ha risposto “Dopo aver dato tutto… Sei un idiota a scrivermi questo“. Il messaggio inviato a Daley, scrive Le Figaro, ha suscitato vive reazioni sul social network. Il padre dell’atleta è morto per un cancro al cervello nel 2011. Prima dei Giochi di Londra, Daley aveva dichiarato che suo padre gli “aveva dato l’ispirazione di cui aveva bisogno” e che avrebbe vinto in suo onore.

La Ferrari ha così dichiarato: “Dopo le ultime polemiche che hanno interessato anche le Olimpiadi di Londra, ribadisco che è più che mai fondamentale una regolamentazione legale che disciplini la pubblicazione di contenuti diffamatori sul web e soprattutto punisca gli autori di insulti e offese sui social network come Facebook e Twitter. Basti pensare che in Inghilterra da circa un mese è stato approvato dalla Camera dei Comuni un disegno di legge contro la diffamazione e le molestie online, denominato “Defamation Bill”, che prevede l’obbligo per i gestori delle piattaforme web di dare alle autorità inglesi i dati identificativi degli utenti con l’obiettivo di velocizzare e semplificare il procedimento di individuazione dei cyber-bulli”.