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Marco Simoncelli: ad un anno dalla scomparsa il ricordo è sempre vivo

MARCO SIMONCELLI – Marco Simoncelli è più vivo che mai. Ad un anno dal tragico incidente che provocò la morte prematura di SuperSic, non è così difficile sentire vicino Marco Simoncelli. Basta aprire il libro che Rossella e Paolo Simoncelli hanno scritto in collaborazione con il giornalista Paolo Beltrami, la persona a cui il destino affidò il difficile compito di pronunciare la durissima frase “Marco non c’è più”.

Leggere “Il nostro Sic” è come aprire una scatola del tempo dalla quale puoi tirar fuori una fotografia, qualche, parola, qualche ricordo di un campione e di una persona speciale. Marco Simoncelli non era solo il campione, non era solo il figlio, Marco era un ragazzo come tanti, un fidanzato, un amico. Gli piaceva scherzare, ballare, divertirsi con gli amici e la fidanzata adorata. Una persona normale capace di conquistarti con un sorriso e con la simpatia del suo volto. Un ragazzo semplice che riusciva a farti sentire un suo amico anche se non ti conosceva.

Nel giorno dell’anniversario della sua morte, straordinaria è stata la manifestazione d’affetto per SuperSic. Come era facile immaginare, il ricordo del campione che ha perso la vita sul circuito di Sepang è ancora vivo nella pioggia di tweet scritti da tifosi, appassionati, ma anche persone che non seguono il motociclismo ma che sono state toccate da questa tragedia.

Nei tweet ricchi di frasi, ricordi, video, pensieri, traspare la sensazione di un vuoto incolmabile, di una tristezza infinita e di una profonda malinconia. Sentimenti che vengono meno quando davanti ai tuoi occhi si fissa l’immagine del sorriso di Marco, dei suoi folti capelli, della sua voce così rassicurante e così divertente. Marco manca ma è ancora vivo. Vivo nel ricordo di chi lo ha conosciuto, vivo nel ricordo dei suoi genitori, vivo nel cuore della sua fidanzata Kate. Marco Simoncelli continua a vivere nelle manifestazioni d’affetto di chi l’ha amato quando era ancora vivo, quando era un ragazzo pieno di energia e di voglia di vivere. L’emozione così come il dolore restano. Ma tutto viene ricondotto a quella catena d’amore che porta via quella maledetta curva di Sepang che quella mattina alle 11 ha portato via il nostro Marco Simoncelli.

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