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Grande Fratello: tutta la verità sul reality raccontata da Sheila Capodanno

GRANDE FRATELLO – Vi ricordate di Sheila Capodanno, la giornalista di gossip che partecipò un paio di anni fa al Grande Fratello e che, una volta uscita dalla casa, scomparve quasi nel nulla, continuando a fare il proprio lavoro ed evitando interviste, serate e ospitate televisive? La stessa Sheila, nel suo blog, ha spiegato i motivi di questo auto-eclissamento post GF:

Anche io, come tutti, ho fatto del mio meglio per far sì che le luci dei riflettori non si spegnessero del tutto. Ho evitato il gossip, perché ho scelto di rimanere dietro le quinte a scrivere i miei articoli, piuttosto che inventarmi finti flirt per ottenere un quarto di copertina. E ho evitato di partecipare a ospitate in discoteche, per due ragioni. La prima è piuttosto semplice: presenziare a questo genere di serate piene zeppe di gente ubriaca, costretta a far finta di divertirmi e a scattare foto con sconosciuti o firmare autografi (ma perchè poi!? Non sono un’attrice o una celebrità… insomma non ho fatto nulla degno di un autografo che non sia la mia firma su uno dei miei articoli); non fa per me. La seconda è più complicata da spiegare, ma è una delle ragioni per cui i concorrenti soffrono maggiormente una volta usciti dal programma.

Prima di entrare nella “Casa”, i futuri concorrenti firmano un contratto di esclusiva con Endemol che dura per circa un anno. Il compenso che la società corrisponde (per essere precisi, corrisponderà dopo diversi mesi) è una cifra irrisoria in confronto alle clausole che vengono imposte, tanto che gli avvocati definiscono questo genere di contratti: “capestri”. In parole povere, non c’è parità tra le parti nel “dare a ricevere”, perciò se lo firmi o sei pazzo o disperato o entrambe le cose. Ma quelle sono le condizioni per realizzare i tuoi sogni, perciò firmi il patto col diavolo e speri di riavere indietro la tua anima, una volta scaduto. Da quel momento in poi sei proprietà Endemol, il che significa che non puoi in alcun modo sfruttare la tua immagine a scopo di lucro, benefico o pubblicitario (ma loro sono liberi di farlo quando vogliono), pena il pagamento di penali con cifre da capogiro. Questo significa che non puoi partecipare a trasmissioni di emittenti concorrenti, né presenziare a ospitate nei locali, né rilasciare interviste senza il loro consenso; altrimenti ti tocca accendere un cero alla Madonna o darti fuoco, a meno che tu non abbia intenzione di tentare una rapina in banca, vincere alla lotteria o darla/o al parlamentare di turno. Ma come vi dicevo, tutto questo non ha importanza quando sei ancora il Signor/a Nessuno/a perché hai solo uno scopo davanti: diventare “Taldeitali del Grande Fratello numero X”. Una volta fuori però, quel contratto diventa il vero ostacolo al tuo futuro e l’unico modo che hai di espiarlo è ricomprare indietro la tua anima. Come oggetti all’asta, la tua immagine ha un cartellino di partenza, con tanto di prezzo e di gioco al rialzo tra le agenzie ( e le cifre non sono a portata di tutte le tasche). Perciò preghi che qualcuno ti compri così puoi iniziare a lavorare e a guadagnare quei soldi facili che ti sono stati promessi. Purtroppo questi sono tempi di crisi, anche nel settore dello spettacolo, e di agenti disposti a sborsare tra i 5.000 e i 10.000 euro non ce ne sono, per comprare il cartellino dei primi eliminati (che intanto vivono l’angoscia di essere dimenticati dagli spettatori). Le agenzie preferiscono investire nelle “galline dalle uova d’oro”, ovvero i finalisti; perciò risparmiano in attesa della fine del programma e se non riescono ad accaparrarsi i migliori, ripescano gli “scarti”. Così passano i mesi e tu rimani a casa, in attesa del ripescaggio. Ed è per questo che non ho guadagnato quello che mi aspettavo, perché non ho trovato un agente che mi “comprasse”all’ingrosso come pesce al mercato, per poi rivendermi al dettaglio ai gestori delle discoteche.

Sono stata ospite del circuito “Mattino-Pomeriggio e Domenica 5″ per alcuni mesi e questa è stata l’unica attività remunerativa oltre a quella giornalistica. Non si parla di cifre da capogiro, però se penso che è possibile mettere in tasca 500 euro lorde (circa 350 euro nette) sottoponendosi ad viaggio in treno di 6 ore, più due ore di trucco e parrucco e 15 minuti di diretta televisiva, mi rendo conto che questi sono soldi facili rispetto alla gente che lavora sul serio. Purtroppo non sono stata in grado di rimanere illesa, a livello umano e psicologico, dagli scontri del dietro e davanti le quinte dei salotti (o circhi) televisivi. Ci ho rimesso la salute mentale, la reputazione ed una relazione durata sette anni (che con molte probabilità sarebbe finita lo stesso, ma quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso). Ed è per questo che non è tutto oro quel che luccica. Non rinnego l’esperienza della “Casa”, in fin dei conti se ho giocato male le mie carte è stato anche per colpa mia. Ma le regole del gioco andavano contro i miei valori morali. Speravo che sarei riuscita ad andare avanti giocando pulito, che sarebbe bastato essere me stessa e basta. Ma non è stato così. Non sono riuscita a non farmi coinvolgere emotivamente dalle dinamiche che si erano create nella “Casa”. Ci sono cascata dentro con tutte le scarpe e le mie “famose” mutande giuste. Ho dato il cuore per poi rimanere delusa da molte delle persone che hanno condiviso la mia avventura.

Quello che è successo fuori è stato il vero “trauma” da superare ma è stata anche un’opportunità per crescere a livello umano. Ho ricevuto una lezione importante ed ora reagisco diversamente alle critiche. Ho capito che della popolarità non me ne frega un bel niente, se questo significa dare in pasto la mia anima al migliore offerente. E se non sono più stata invitata in televisione non è perché non sono in grado di esporre un’opinione, ma perché mi sono sempre rifiutata di dire o fare quello che mi dicevano di dire o fare. La verità è troppo scomoda per essere raccontata nella fascia pomeridiana delle 5 o in quella della Domenica. Ho fatto i conti con la mia morale e ho scoperto che non sono in grado di scendere a compromessi con l’autore o col giornalista senza principi e dai biechi scopi, quando si tratta di valori importanti come l’onestà, la ricerca della verità, l’amicizia, la lealtà e la famiglia.