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Fabrizio Corona attacca: “Non ho mai pianto, querelo chi lo dice”

FABRIZIO CORONA – Fabrizio Corona si è costituito ieri alle autorità di Lisbona dopo sei giorni di latitanza. La notizia ha naturalmente fatto il giro del web e le cronache hanno raccontato di un Fabrizio Corona in preda allo sconforto e alle lacrime. Fabrizio Corona, dopo pochi minuti di disperazione, come è giusto che sia in una tale situazione, è subito tornato il duro, il bad boy, pronto a combattere la sua ennesima battaglia.

In una nuova telefonata fatta in carcere e poi fatta arrivare a Studio Aperto, annuncia querele per i giornalisti, rei di aver falsato – a suo dire – la realtà. “Amici di Studio Aperto mi trovo nel carcere di Lisbona sto bene sono tranquillo mi sono consegnato spontaneamente”, si sente nell’audio. “Querelo ogni persona che si permette di dire che ho pianto. Sono tranquillo, sono sereno, non ho paura, non ho pianto e sono pronto a combattere la mia battaglia. Per favore dite da oggi in poi soltanto la verità che vi comunicherò”.

Fabrizio Corona era riuscito ad eludere la sorveglianza delle forze dell’ordine che lo seguivano da qualche giorno, venerdì 18 gennaio, lasciando la palestra che frequentava solitamente e salendo a bordo di un’utilitaria di proprietà di una sua collaboratrice. In compagnia del suo autista si era diretto a Carpi da dove aveva appreso la dura condanna che la Corte di Cassazione li ha inflitto. Tornando verso Milano, ha deciso di fuggire. Nessuna fuga premiditata ma solo la paura di chi sa che sta per perdere tutto. Decide, così, di dirigersi in Portogallo per farsi aiutare da una ricca famiglia del posto a cui Fabrizio, tempo fa, non negò il suo aiuto.

Si dirige verso Ventimiglia per espatriare dal Col di Tenda. Una nevicata li ha bloccati e ci sono volute quattro ore prima che gli spazzaneve rendessero di nuovo possibile il loro cammino. Sabato pomeriggio Fabrizio Corona è arrivato a Narbonne sempre in compagnia dell’amico. Da lì in poi, Fabrizio Corona ha proseguito da solo mentre l’autista è tornato in treno a Milano dove ad attenderlo c’erano gli agenti di polizia. Fabrizio Corona, invece, si è diretto a Cascais, 30 chilometri da Lisbona. Lì vivono i Carvalho ma gli investigatori erano già sulle sue tracce grazie all’antifurto satelittare. Insieme agli agenti portoghesi fermano il rampollo lusitano e gli spiegano che vogliono Fabrizio Corona. Durante la notte, Corona lascia la casa in cui si era rifugiato, parcheggia l’auto e da una cabina telefonica annuncia agli amici di Social Channel di volersi costituire. Poi chiama da un commissariato il suo avvocato Nadia Alecci: “La sentenza di Torino è ingiusta. Mi costituisco perché temo per la mia vita nelle carceri italiane”.

La fuga di Fabrizio Corona finisce così. Intanto l’udienza per l’estradizione, fissata per le 10.30 di questa mattina, non è ancora iniziata.