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Alessandra Martines mamma 49enne racconta il parto e pensa già a un altro figlio

ALESSANDRA MARTINES – Il piccolo Hugo ha solo 3 mesi, ma già mamma Alessandra Martines vorrebbe dargli una sorellina. E il compagno Cyril Descours è assolutamente d’accordo. In realtà Hugo una sorella ce l’ha già: Stella, prima figlia della Martines avuta con il regista Claude Lelouch, vive con loro a Parigi.

Cyril, 20 anni più giovane di Alessandra, vorrebbe creare una grande famiglia allargata e non vede l’ora di diventare di nuovo padre: “Appena nato Hugo, non osavo chiederlo: pensavo Alessandra fosse stanca. È stata lei a dire: facciamo una sorellina” ha raccontato a Vanity Fair. “Abbiamo già anche il nome, ma è top secret” scherza Alessandra.

49 anni, l’attrice non ha paura di affrontare una nuova gravidanza nonostante l’età: “Anni di sacrifici, dieta equilibrata e allenamenti oggi mi danno un vantaggio: ho un fisico ancora giovane, elastico. E poi nella vita non ragiono programmando; mi lascio trasportare dalle emozioni. Con Hugo è andata così: l’abbiamo desiderato tanto ed è arrivato (…). Capisco che qualcuno mi possa criticare: sono un personaggio pubblico e, in quanto tale, più esposto; quando poi tocchi i tasti della gravidanza e della nascita, sfiori anche quello della morte, quindi smuovi nell’inconscio delle persone cose anche molto violente. Per me però sono tutti segnali di affetto: mi vogliono bene, come a una parente, e perciò si sentono in diritto di criticarmi“.

Interrogata sul parto, Alessandra ricorda quei momenti con il sorriso: “Mi si sono rotte le acque la mattina del 27 ottobre, un mese prima della data prevista. Solo per una coincidenza fortunata Cyril era con me: girava fuori Parigi un film da protagonista, ma aveva due giorni di pausa (…). Hugo è nato la sera. Un parto naturale anche se ho fatto l’epidurale, quindi non ho sofferto. Me l’hanno dato subito e me lo sono tenuto stretto al seno. Anche Cyril l’ha voluto addosso, sul petto nudo: era importante per lui sentire quel legame. Ha un istinto paterno spiccato, è protettivo nei nostri confronti, e non solo perché appartiene a un’altra generazione di uomini “più moderna”: non credo che i suoi coetanei ragionino come lui (…)”.

Se il parto è andato bene, non si può dire lo stesso per l’avvio dell’allattamento: “Ho sofferto soprattutto per non aver potuto allattare esclusivamente al seno: Hugo si addormentava poco dopo aver iniziato a succhiare e perdeva peso. Per me, che non sono stata allattata da mia madre, è quasi un modo per compensare questa mancanza. Per questo ho dato il seno a Stella fino ai suoi tre anni, e sono membro della Leche League (…). Il problema era che Hugo è nato con molto anticipo, non era abbastanza forte. Quando abbiamo visto che continuava a calare di peso, il pediatra mi ha convinto che l’unica cosa da fare era affiancare al mio latte quello artificiale“.