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Barbie e la lettera alle donne sull’uso del loro corpo!

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LA LETTERA DI BARBIE ALLE DONNE SULL’USO DEL LORO CORPO – Il famoso blogger americano Tony Posnanski ha scritto una lettera aperta di Barbie indirizzata a tutte le donne sull’uso del loro corpo. Il pezzo è stato pubblicato dal sito L’Huffington Post e mette in luce la realtà che migliaia di donne in tutto il mondo sono costrette ad affrontare. Ecco il pezzo tradotto da Stefano Pitrelli per L’Huffington Post:

“Ciao!

Mi presento, il mio nome è Barbie Millicent Robert, alias Barbie. Sono nata nel 1959, e da allora sono diventata uno dei giocattoli più famosi di tutti i tempi.

Sono stata anche coinvolta in numerose polemiche, e mi hanno dato la colpa per aver creato nelle donne dei problemi con l’immagine del proprio corpo. Sono stata criticata per la mia taglia e per il modo in cui le ragazze mi percepiscono.

E in tutto questo tempo, a nessuno è neanche passato per la testa di chiedermi che cosa pensassi io di me stessa. Se si fossero degnati, saprebbero che io stessa ho dei problemi con l’immagine del mio corpo.

Tanto per cominciare dall’ovvio: non ho una vagina. Voi di certo lo sapete già (e quei pervertiti dei vostri fratellini lo stesso, lo so). E questa è una delle cose più difficili con cui mi trovo a convivere. Mi dicono che sono perfetta, e che vorrebbero somigliarmi. Beh, come possono pensare di prendermi sul serio se mi mancano parti anatomiche che invece ogni altra donna ha?

Se è per questo, neanche il resto del mio corpo è perfetto. Se mi trasportaste nella “vita reale”, le possibilità di avere un corpo come il mio sarebbero una su 4,3 miliardi. Quanto vorrei piuttosto somigliare a She-Ra o a Wonder Woman. Loro vanno regolarmente a Crossfit insieme, e non mi invitano mai. Dato il mio aspetto, credono che sia una snob. Ma non capiscono quanto sia invidiosa dei loro corpi. Che cosa darei per avere qualche muscolo! Che cosa non farei per andare in palestra con loro! E invece, quando mi propongo, non fanno altro che ignorarmi.

Quello con Ken, poi, è un rapporto difficile, e lo è da parecchi anni. Non ha un pene. E per quanto mi faccia forza, sono stanca di stare con qualcuno che non è in pace con se stesso. Io valgo di più. Mi rendo conto che quando mi guarda, la gente pensa che io abbia tutto. E perché mai, per il mio vitino da vespa? Ma per favore. Non riesco neanche a tenermi stretto un posto di lavoro. Eppure sono una sveglia! Sono stata un’astronauta E ANCHE un medico.

Almeno ho degli amici. Teresa, Midge e Christie erano lì a sostenermi quando quelle BRATZ e le altre mi davano addosso. Mi danno una mano, e almeno loro lo sanno bene, che anche se la società mi vede perfetta, io non lo sono. Se non mangio tanto, poi, è solo perché di solito me ne sto chiusa in una scatola, senza contare quel problemino dell’essere fatta di plastica. D’altronde, quando ti siedi a prendere il tè con bambine di 5 anni, di cibo vero ne trovi di rado. Non sono desiderata quanto una di quelle bambole American Girl, e ogni anno sfornano giocattoli per le ragazze sempre migliori.

Ma da bambola ultracinquantenne, lasciatemi dire che io amo me stessa. Amo le mie imperfezioni, e non ho alcuna intenzione di cambiare. C’è voluto tanto tempo per arrivare a questo punto, psicologicamente, ma adesso posso finalmente dire che sono davvero felice.

Vi prego, non prendetevela con me per i vostri problemi d’immagine corporea. Anch’io ne ho di miei. Fare un’altra bambola diversa da me e darle il mio nome non è la soluzione. Tutti hanno i loro problemi, ed è questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli. Il mio corpo potrà non apparire realistico per la maggior parte della gente, ma va BENE. Anzi, va più che BENE. Perché sono sicura che ci sono giovani donne che hanno doti che molte altre non hanno. Alcune hanno degli occhi stupendi che gran parte delle altre non hanno. Dovremmo incentivare le giovani donne a trovare i propri lati positivi, invece di concentrarsi sul confronto con le altre.

Alla fine, certo, potrete comunque puntare il dito contro di me. Potrete puntare il dito contro le riviste patinate, le immagini photoshoppate, e Hollywood. Ma quando la mia sorellina minore, Skipper, viene da me e mi dice: “A scuola oggi mi hanno detto che non sono abbastanza alta/bassa, che non ho la pelle abbastanza chiara/scura, che non sono abbastanza carina/brutta/grassa/magra…”.

Le rispondo che è perfetta esattamente così com’è. Perché io sono perfetta esattamente così come sono.

Sinceramente vostra,

Barbie”.