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Fabrizio Corona scrive dal carcere: ecco la lettera

Fabrizio Corona scrive dal carcere di massima sicurezza di Opera dove è rinchiuso dal 2013 a seguito della condanna definitiva per tentata estorsione ed estorsione aggravata, aggressione a pubblico ufficiale, trattamento illecito di dati personali, detenzione e ricettazione di una pistola, e detenzione e spendita di banconote false.
La suprema corte ha inoltre confermato la condanna a 15 anni e la sentenza che è stata depositata ieri (15 maggio 2014 ndr) attesta la “pericolosità sociale” di Fabrizio Corona e ne descrive “La ricerca ad ogni costo di facili (ed illeciti) guadagni e da condotte prive di scrupoli volte ad accaparrare risorse da investire in un tenore di vita lussuoso e ricercato”.

fabrizio corona scriveFabrizio Corona scrive una lettera a Piero Chiambretti

È di queste ore invece l’esclusiva di tv.fanpage.it che pubblica la lettera integrale di Corona di cui sono stati letti alcuni stralci durante la trasmissione SupermarketIl carcere è un’esperienza dura per Fabrizio Corona e a quanto pare sta consentendo all’ex re dei paparazzi di riflettere sulle sue esperienze. La riproponiamo sulle nostre pagine:

Quando sono entrato in carcere sapevo sarebbe stata una battaglia, e in una battaglia ci sono i momenti di inevitabile sconforto, la sensazione di non farcela, ma l’orgoglioso progetto di ricostruzione che ho deciso di fare su me stesso è stato più forte di tutta la merda che mi hanno tirato addosso in questi 480 giorni di galera.

Mi sono attaccato al senso dell’impresa. Perché senza impresa non c’è evoluzione, non c’è neanche vita vera. Nel tempo si è creata una fusione tra impresa ed esistenza quotidiana: è un’impresa crescere un bambino, trovare un lavoro, è un’impresa cercare di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, è un’impresa scoprire a che cosa si è chiamati per poi farlo appassionatamente, è un’impresa vivere una situazione sentimentale non ordinaria e saperla reinventare, rilanciare. Sono imprese tante scelte quotidiane. Ma tutto dipende solo da noi. Guai a dimenticarselo!

Siamo fragili, facciamo un sacco di errori e abbiamo una data di scadenza, ma possiamo creare, costruire, arricchire la vita nostra, delle persone che abbiamo intorno e di tutti quelli che fanno riferimento a noi. […] Mi sono guardato allo specchio e mi sono chiesto: possibile che alla tua età non abbia ancora capito e apprezzato i veri valori della vita? Sei così effimero, così superficiale? […]

Sono un uomo in lotta con il proprio demone interiore che un minuto pensa di essere una bella persona, un figo, e un minuto dopo sbatte la testa contro il muro perchè si rende conto di ciò che ha fatto: combattere una battaglia giusto nel modo più sbagliato possibile. Oggi ho imparato a credere nei sentimenti, buoni e cattivi che siano. Ho visto cose incredibili nella mia vita, anche orribili. Ho vissuto momenti indimenticabili, ho superato tragedie che mi sembravano insuperabili, insopportabili. Ma sono qua. Nonostante tutto e tutti.

Sono qua per mio figlio, per la vita che ho la fortuna di poter vivere ancora e per quella che ho vissuto. Lo dico e lo scrivo spesso ai miei ragazzi, oggi più che mai; vivete, osate, tentate anche se fallite. Lo dico sempre a mio figlio Carlos Maria: non c’è niente di peggio che le qualità sprecate. Bisogna rischiare, osare, disubbidire e non aspettare che le cose accadano improvvisamente. Siamo noi i padroni del nostro destino. Del nostro futuro. […]

I nostri giovani devono avere determinazione per cambiare le cose, per superare la crisi, per dimostrare che non sono degli “Sdraiati” (Serra). I giovani devono solo imparare ad avere quella “self confidence” che la nostra società non riesce a trasmettergli. È la capacità di credere nelle proprie idee e saperle vendere! A noi italiani, ai nostri giovani, manca solo questa sicurezza, e a quelli come me che cominciano ad essere vecchi, che hanno sbagliato e imparato, tocca il compito di provare a trasmetterla. Io ci sto provando, partendo da mio figlio.

P.s. Ieri mi ha scritto uno dei miei più cari amici, mio “cugino” Ninni: “la tua lettera è straordinaria (mi ha scritto), sentirti parlare di amore mi ha aperto il cuore, tu che hai vissuto di tutto e di più nella vita, dici che alla fine ciò per cui vale la pena vivere è l’amore….”

Fantastico!
Ragazzi, correte e amate… Forza!!!
Fabrizio Corona