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Anna Falchi racconta le sue storie sbagliate

Anna Falchi, la bellissima showgirl di origini finlandesi, ha creato un blog per le donne e in un’intervista si mette a nudo e racconta anche il suo rapporto con gli uomini non sempre rose e fiori

anna falchiAnna Falchi “Terrò Alyssa lontana dal mondo dello spettacolo

Anna Falchi si racconta senza filtri e racconta anche di alcuni episodi di violenza subita da parte degli uomini. Tra i suoi amori ricordiamo Fiorello, Max Biaggi, l’immobiliarista Stefano Ricucci arrestato per bancarotta fraudolenta e il bel Denny Montesi dal quale ha avuto la piccola Alyssa

Ecco alcuni pezzi della videointervista esclusiva concessa a Oggi.it.

Anna, com’è cambiata la sua vita con Alyssa?
«Sono diventata madre in età adulta, a 38 anni, e quindi con grande consapevolezza, grande desiderio di avere un figlio. Alyssa è un punto di riferimento fondamentale come io lo sono per lei. Con l’equilibrio mi ha regalato il senso della vita, quello di darsi a qualcuno. Ora conosco il vero amore».

Che tipo di mamma è?
«Non particolarmente apprensiva, ma severa. Se Alyssa cade e si fa male, dico: “Ti sta bene, adesso rialzati da sola”. E lei: “Mamma, guarda come sono coraggiosa!”. Mi piace che sperimenti i propri limiti e anche le potenzialità».

Cosa sogna per lei?
«La fantasia è il suo punto di forza, appena può disegna. Vorrei che continuasse a esprimersi in questo senso. E mi auguro che non faccia parte del mondo dello spettacolo. Io cercherò di tenerla lontana il più possibile».

Ora, però, siete in un certo senso accomunate da questa avventura del blog.
«Devo ad Alyssa il miracolo del mio nuovo ruolo, il fatto di essermi così arricchita. Tutto sarà fatto nel pieno rispetto del suo essere bambina. Il tentativo è di condividere esperienze e pareri con le “colleghe” mamme, ma anche di accendere discussioni su temi di cronaca nera che coinvolgono le donne in genere».

Perché questo titolo, Mamma big?
«Mia figlia mi ripeteva, come un tormentone: “È vero che sei mamma pig?”, riferendosi alla sua beniamina Peppa. Pig non potevo certo, e alla fine è diventato big. Perché per i nostri figli siamo immense, perché sono una mamma adulta e a tutti gli effetti big: popolare».

Diceva dell’attenzione all’attualità. Il femminicidio è diventato una piaga sociale.
«Mi indigna e spaventa. Sul blog sarà scaricabile gratuitamente un’applicazione, Mai più soli, di grande utilità per chi subisce stalking. Dietro c’è una società leader nella sicurezza, con 6.000 agenti sparsi in tutta Italia. Attivando il pulsante “emergenza”, è garantito l’intervento in pochi minuti. Ma si può anche disporre il “preallarme”. Esempio: andando a un appuntamento col fidanzato geloso, lo si inserisce per un tot di tempo. Allo scadere, se non è stato disattivato e dunque l’allarme si è trasformato in effettivo pericolo, l’assistenza è garantita. Il sindaco di Arezzo ha regalato questo servizio a dieci donne a rischio stalking. Dovrebbero farlo tutti gli uomini per le proprie compagne, figlie, madri».

Anna, la violenza l’ha toccata. Era una sera del 1990 a Torino, cosa ricorda?
«Avevo 18 anni e lavoravo in Rai. Uscii dagli studi per dirigermi verso l’albergo, un extracomunitario mi aggredì. Urlavo ma non c’era nessuno. Allora mi sono tolta una scarpa col tacco a spillo e cominciai a colpire. Per lo stupro, e per chi tocca i bambini, la pena dovrebbe essere la castrazione chimica. Non ho pietà».

Le è capitato altre volte?
«A 13 anni. Ero con un’amica in un parco a Piandimeleto, provincia di Pesaro. Un branco di ragazzini ci assalì, cercavano di spogliarci. Finché caddi e battei la testa, perdendo conoscenza. A quel punto sono scappati».

Cosa insegnerà a sua figlia per difendersi dall’uomo nero?
«Mai mettersi in condizione di pericolo. Vivevo in una casetta con giardino al piano terra. E giro con lo spray anti-uomo in borsetta, quello che immobilizza. Ma quando è arrivata Alyssa, ho realizzato che non sarei riuscita a difendere anche lei da eventuali pericoli. Così ho cambiato casa: niente giardino, né balconi né terrazzi».

Niente minigonna?
«A me veniva proibita, e io la nascondevo nell’ascensore per infilarla appena fuori casa. Magari Alyssa farà lo stesso».

Quali sono i segnali preoccupanti, da non trascurare, nel proprio partner?
«La gelosia è una delle malattie peggiori. Io l’ho tanto subita e, per reazione, non lo sono affatto. Chi mal pensa, mal fa: è vero. Tu dici: “È geloso, allora mi ama”. No! È geloso perché gli devi appartenere e magari, poi, lui si fa anche la sua vita parallela. Nel rapporto ho sofferto botte e violenza psicologica, ma stare insieme non può diventare un combattimento. Io mi sono ribellata e ho rinunciato, nonostante fosse un grandissimo amore. Perché il grandissimo amore devi averlo per te stessa: questo devono capire le donne».

La Falchi e il web. È vero che ha cominciato a interagire con la Rete quando suo marito, l’imprenditore Stefano Ricucci, era in prigione?
«Sì. A parte gli amici veri e la mia famiglia, sono stata abbandonata da tutti. Il vuoto intorno, sparite le conoscenze che avevamo in comune. Ma ringrazio, perché così mi sono rafforzata ancora di più. È scritto nel mio karma che io debba lottare e soffrire. Myspace, uno dei primi social, mi fu consigliato da mio fratello come valvola di sfogo. Lì ho trovato solidarietà, amicizie e anche collaborazioni interessanti».

Da tre anni è ora legata all’autore televisivo Andrea Ruggieri (nipote di Bruno Vespa).
«C’è molta complicità. Andrea è una persona altruista, che rispetta il mio ruolo di madre e fa sempre un passo indietro di fronte a mia figlia. Aveva tre mesi quando mi sono separata… Ero in una situazione difficile, dovevo ritrovare anche il mio stato fisico, l’intimità. C’è voluto tempo e lui mi ha aspettato. Per questo credo che tenga veramente a me, per la pazienza meravigliosa che ha dimostrato».

Pensa di risposarsi con lui?
«Neanche per sogno! A me piace star da sola, sono un tipo indipendente. Il matrimonio è stato il mio grande errore, sbagliai ad arrendermi. Mio marito rimane anche l’unico uomo col quale ho convissuto: io sono per le case separate».

E un altro bambino, lo vorrebbe?
«Non ne abbiamo mai parlato. Per il momento mi godo mia figlia e me la prendo comoda. Ormai anche noi, donne adulte, possiamo permetterci di aspettare».

Con Denny Montesi, il papà di Alyssa, ha avuto un rapporto burrascoso. Di recente era in tv, da Barbara D’Urso, a ripetere che non fu lui a tradire mentre lei era incinta. Si è dichiarato vittima di un fotografo, che lo immortalò con  un’amica carissima eliminando il marito dall’inquadratura. Da allora sono passati quattro anni, vuole replicare?
«No. Alyssa è molto legata al papà. Quando viene a trovarla da San Marino, giocano insieme e lui è tanto affettuoso».