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Claudio Scajola ammette il rapporto con Chiara Rizzo Matacena

Claudio Scajola, arrestato per aver aiutato il boss mafioso Amedeo Matacena a fuggire, inizia a cedere e racconta i suoi rapporti con lo stesso

claudio scajolaClaudio Scajola “Ero geloso di Chiara Rizzo

Claudio Scajola, che ha favorito la latitanza del boss mafioso Amedeo Matacena, in fuga dall’Italia per una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa ammette le sue colpe, o per lo meno comincia a dichiarare le sue implicazioni nel caso.

La sua prima ammissione è la seguente “È vero, mi adoperai per Amedeo Matacena per fargli avere l’asilo politico a Beirut. L’ho fatto perché era un amico e un parlamentare di Forza Italia. Con lui mi comportavo come fossi il suo avvocato”, questo quello che ha risposto l’ex ministro ai pubblici ministeri dal carcere di Roma Regina Coeli.

Inoltre Scajola ha anche dichiarato di aver aiutato la moglie di Matacena, la bella Chiara Rizzo, facendola lavorare per il tesoriere del Popolo delle libertà Ignazio Abrignani, e con tanta nonchalance ha detto “Se mi chiama un amico e mi dice: c’è una persona in difficoltà, dai aiutiamola lo faccio. Ma pagavo io. Era un contratto che mi sono accollato io. Nulla di trascendentale: mille euro al mese”.

Ad avvalorare quanto confessato da Claudio Scajola anche le dichiarazioni della segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordelisi, anche lei in carcere per favoreggiamento, la quale ha anche affermato che l’ex ministro avrebbe, addirittura, fatto pedinare Chiara Rizzo. Tutto confermato, poi, dalle intercettazioni e dai pedinamenti svolti dagli investigatori della Dia (Direzione investigativa antimafia).

Scajola, secondo indiscrezioni, avrebbe fatto pedinare Chiara Rizzo per gelosia. Sembra, infatti, che non gradisse il legame tra la moglie di Matacena e l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, che nelle conversazioni viene definito come “l’orco”.

La segretaria di Claudio Scajola, poi, mette sul fuoco altra carne che riguarda la vita dell’ex ministro “Sono a conoscenza che Scajola nell’ultimo periodo avesse difficoltà economiche, tanto da avere sforato i fidi concessi dalle banche. Poco tempo fa Scajola mi ha fatto fare il conteggio delle spese mensili, visto che aveva bisogno di sapere quale fosse il suo bilancio familiare”. E poi ha continuato confermando il pedinamento di Chiara Rizzo dicendoScajola mi incaricava di verificare gli spostamenti della Rizzo, in un’occasione, attraverso Michele Quero (uno degli agenti della scorta di Scajola, ndr), ricordo che mi disse di verificare se a bordo dell’aereo vi fosse anche Bellavista Caltagirone, che sospettava intrattenesse una relazione con la Rizzo…(Omissis)…Per questo motivo mi disse di verificare, tramite altro personale di scorta, la targa della Porsche Cayenne della Rizzo”. E aggiunge, poi “Ho fatto presente al mio datore di lavoro Scajola che gli incontri con la Rizzo di cui ero a conoscenza e complice mi creavano disagio verso sua moglie che conosco da anni. La mia esternazione non ha prodotto alcun esito”.

Per quanto riguarda l’interrogatorio di Chiara Rizzo, durato cinque ore ancora non si conosce niente, poiché, ad oggi, risulta essere ancora secretato. Ma, dalle prime fughe di notizie, sembrerebbe che la stessa ammetterebbe di aver chiesto di aiutare il marito proprio a Claudio Scajola ammettendone il suo legame professionale e personale con l’ex ministro.