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Buffon: “l’Italia è un paese bigotto e bacchettone”

Gigi Buffon è stato riconfermato nella rosa che rappresenterà la Nazionale Italiana ai mondiali di Rio 2014, per la quinta volta. Di certo però, non le manda a dire circa il suo punto di vista sull’Italia e sul popolo Italiano. Così, poco prima della partenza, e dopo un travagliato periodo dal punto di vista sentimentale, decide di parlare apertamente di se e della nazione che andrà a rappresentare.

Buffon

 GIGI BUFFON PARLA AD UNA INTERVISTA A REPUBBLICA: “L’ITALIA E’ UN PAESE BIGOTTO”

Il  “Portierone” di Italia, è da più di qualche settimana al centro del gossip nazionale. Ad essere imputata la fine della relazione con Alena Seredova e il flirt ormai nuovo amore sbociato con la bella conduttrice Ilaria D’Amico.

Alla viglia del suo ennesimo impegno con la maglia della nazionale, dalle pagine di Repubblica, Buffon fa un analisi di se e della sua storia calcistica.

Nel mirino l’Italia e gli Italiani colpevoli di costante  critica. All’età di 36 anni, con alle spalle alcuni errori e molti trionfi, parla a cuore aperto di argomenti anche delicati come il periodo in cui ha sofferto e affrontato la depressione:

Mi sentivo solo come mai prima, non ero fidanzato, mi rincoglionivo davanti a Internet. Sono precipitato nel vuoto, non riuscivo a ghermirmi. Nel letto mi stringevo la testa alle ginocchia e piangevo

A quel tempo, in merito a questo “buio” durato circa sette mesi,  disse al settimanale Grazia,:

E’ una cosa difficile da spiegare solo chi ha sofferto davvero di depressione può capire di che cosa sto parlando. La depressione è una cosa che non passa da un giorno all’ altro, ci vogliono cure e tanta pazienza”.

Tornando alla intervista pre-mondiale, questa volta in merito alla delicata fase della sua vita in cui fu coinvolto nella vicenda calcio-scommesse:

Sono ben lontano da come sono stato descritto e il gioco per me ha sempre rappresentato e continuerà a rappresentare un piacere e uno svago. Purtroppo in Italia non si vive con serenità questo tipo di attività: per me è più dipendente chi spende solo mille euro ma regala alla dea bendata dieci o dodici ore al giorno del suo tempo piuttosto di uno come me che può rischiare di perdere centomila euro alla volta, ma dedica al gioco una sera ogni due mesi. Siamo un paese democraticamente giovane, ma bigotto e bacchettone con il vizio del luogo comune

Che dire, probabilmente il Buffon nazionale non avrà tutti i torti, certo però che dopo questa dichiarazione è difficile non lasciarsi andare ad una considerazione bigotta, o non pensare che 100 mila euro al mese potrebbero essere utili a tanti altri oltre che alla dea bendata.