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Troppo grasso per la risonanza: il medico lo manda dal…

Il signor O.M., di Vittorio Veneto, il mese scorso si è recato all’Ospedale De Gironcoli di Conegliano per sottoporsi ad una risonanza magnetica. E fin qui tutto normale.

Il signor O.M., però, a causa del suo peso di 150 kg, non è riuscito a completare l’esame. E fin qui, tutto ancora – quasi – normale.

Il problema è quello che è successo dopo. L’operatore addetto al macchinario ha infatti consigliato al povero O.M. di rivolgersi…. a un veterinario. Sì perché le strutture veterinarie sono dotate di macchinari per la risonanza adatti ad animali di grandi dimensioni. In pratica il suddetto signore è stato gentilmente paragonato a un cavallo o a un elefante.

Nessuna segnalazione di difficoltà a ottenere una prestazione sanitaria che venga da un cittadino veneto viene lasciata cadere” ha dichiarato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. “Ho disposto un accurato approfondimento dell’intera questione anche sul piano tecnico e ho preteso che la direzione strategica dell’Ulss 7 tornasse ad incontrare questa persona, ribadendo le scuse, che sono anche della sanità veneta in generale, e prendendo l’impegno di assisterlo e indirizzarlo al meglio qualora se ne ripresentasse la necessità”.

L’operatore ha commesso un grave errore, sia sul piano professionale che su quello umano” ha ammesso Zaia. “Un professionista volonteroso si sarebbe adoperato per cercare una struttura veneta con le necessarie caratteristiche (e ve ne sono varie) e un sanitario con la giusta sensibilità umana avrebbe sicuramente dovuto evitare quell’offensivo riferimento ad una struttura veterinaria”.

Sul piano tecnico va precisato che non esiste ‘una’ macchina ‘unica’ per le risonanze a pazienti obesi, ma esistono macchine di diverse tipologie e caratteristiche, che vanno conciliate con la situazione di ogni singolo paziente, che quindi va valutata caso per caso. Vanno valutati peso, altezza, circonferenza della persona, l’organo da indagare, la distanza del magnete che compie l’operazione dal corpo della persona, la possibilità o meno del magnete stesso ad essere posizionato nel modo adatto a fornire un’indagine precisa. Tutto questo doveva essere valutato a Conegliano e da lì andava fatta una ricerca per indirizzare il paziente verso la struttura veneta in grado di rispondere alle sue esigenze diagnostiche e alle sue caratteristiche fisiche. Questa è una procedura corretta, che non è stata applicata nel caso del signor O.M. ma che raccomando vivamente di seguire in ogni occasione e in ogni struttura per dare il servizio di qualità che è dovuto e per evitare inutili e dispendiose migrazioni fuori regione”.