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Sabrina Salerno riconosciuta finalmente dal padre

Sabrina Salerno, icona degli anni ’80, ha finalmente ottenuto il riconoscimento da parte del padre. Non è stato un percorso facile ed è durato tanto a lungo da lasciare forse stupita anche lei. Difficile infatti fare il grande passo: “Per trent’anni mi ha detto: ‘Vacci pure dall’avvocato, non è che se lo dice lui inizierò a volerti bene’. E io non ci andavo. Mi raccontavo: se non mi ama, non merita questo sforzo. Una frase idiota. Spesso fare i superiori è un modo di gettare la spugna”. Queste le parole della cantante in un’intervista a Vanity Fair. Per lei questa non è una rivelazione, anzi, è “quel che ho sempre saputo”.

Sabrina Salerno e un segreto raccontato al pubblico

Il padre avrebbe gradito maggiore riservatezza: “Nello studio del notaio, il giorno del riconoscimento, mi ha detto “abbracciami, figlia mia’’. Ma poi, nel parcheggio: “Ti sarei grato se questa storia restasse segreta“. Cosa che evidentemente non è avvenuta.

“Non è un regolamento di conti: mio padre è un uomo noto nel suo campo, se volessi vendicarmi basterebbe farne il nome. Esco allo scoperto invece per i tanti che patiscono quel che ho patito io: sui giornali, in questi giorni in cui il test del Dna è al centro delle cronache, leggo che dal 3 al 10% degli italiani non porta il cognome del suo vero padre. Parlo per dire loro: chiedete ciò che vi spetta. Responsabilità, se non amore”.

Ma perché aspettare tanto? Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Sabrina Salerno la racconta così: “Si era costruito una famiglia ufficiale, con una figlia che ha 9 anni meno di me. Ma accettò di incontrarmi. Mi spiegò che non ero prevista né voluta, e che siccome mia mamma aveva voluto tenermi, la responsabilità, anche finanziaria, era tutta sua. I primi soldi da lui li vidi quando, a trent’anni, gli feci scrivere dall’avvocato. Perché non gli chiedessi il test del Dna mi offrì qualche milione di lire. Non ne avevo bisogno ma, per quieto vivere, accettai”. “Nel 2012 mi chiama una coppia di vecchi amici dei miei: “Pensiamo che tu debba sapere”. Mio padre aveva un altro figlio. Un bambino che ora ha sei anni, da una donna molto più giovane di lui, e che io tuttora non ho mai visto. Questo sì, mi ha sconvolta. Ha spazzato via le scuse, il quieto vivere, la “superiorità”. Perché può uno che non ha voluto una figlia a 25 anni doveva farne un altro a 70? E perché devo saperlo da conoscenti? Ho chiamato un avvocato amico e gli ho detto: procedi. Il 12 dicembre abbiamo fatto il test”.