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Vasco Rossi e la bellissima lettera del figlio Lorenzo: ‘Sei un meraviglioso papà’

Nell’immaginario collettivo, Vasco Rossi è il rocker italiano per eccellenza. Con la sua Vita spericolata, è stato e continua ad essere un’icona per tantissime persone che, ogni anno, riempiono tutti gli stadi italiani, per emozionarsi e cantare con il Komandante. Anche quest’anno, infatti, Vasco Rossi è tornato sul palco con il suo Live Kom 2014. Sette concerti, tre a Roma e quattro a Milano, durante i quali non sono mancati i momenti colmi di emozione. Ma oggi, più che parlare dell’artista Vasco Rossi, parliamo dell’uomo Vasco Rossi. Un uomo semplice, normale, legato alla famiglia e ai suoi tre figli. Tre ragazzi, così diversi tra di loro ma uniti dall’amore per un papà speciale che, appunto, si chiama Vasco Rossi!

vasco rossi e lorenzoVASCO ROSSI E LA MERAVIGLIOSA LETTERA DEL FIGLIO LORENZO

Ieri sera, sul profilo Facebook di Lorenzo Rossi Sturani, il secondogenito del rocker di Zocca, nato nel 1986 e da lui riconosciuto nel 2003, è comparsa una meravigliosa lettera dedicata a Vasco Rossi. Parole semplici ma dette con il cuore quelle con cui Lorenzo esprime tutto il suo amore per un padre così speciale.

Ecco cosa scrive Lorenzo Rossi Sturani:

Non è stato facile adattarsi a quel colore che di punto in bianco è entrato a far parte della mia carta di identità.
Si, è vero, faceva già parte di me perché sono cresciuto sapendolo, ma la prima firma con Rossi tra il mio nome e il mio c…ognome non la dimenticherò mai.
Avevo circa 16 anni e mi travolse una notorietà che mai mi sarei aspettato e che non volevo.
E’ stato difficile crescere sapendo che quello li in tv era mio padre e non poterlo gridare al mondo, perché anche solo accennarlo per scherzo a qualche amico a scuola creava (giustamente) risate su risate.
Poi è arrivata la tv. poi sono arrivati i giornali. Ma io volevo te, un papà.
E’ stata dura, è stata dura perché la notorietà e (purtroppo) la mentalità di un paesino di campagna mi ha rovinato la vita. Fin tanto da voler scappare e continuare a mantenere il mio segreto nonostante il cognome.
Son tornato a Bologna, ricominciando da me, raggiunto il sogno dell’università.
Sempre col mio segreto nel portafoglio, per non passare per quello che se la tira, perché questo dicevano al paesello, quando ero il primo ad andare in giro con le scarpe tutte rotte e il cappello alla romana… viva viva la befana.
Finché non comincio a fidarmi di qualcuno… fiducia che mi permette di lasciarmi andare con qualche amico che sapevo avrebbe continuato a prendermi per il coglione che sono, non per il cognome che porto.
Le persone a cui svelo il mio segreto rimangono comunque poche.

In tutto questo tu sei diventato una parte imprescindibile della mia vita, della mia storia, del mio percorso, della mia strada. Probabilmente l’unico punto fermo di una strada lunga e lastricata di problemi (cit.). Ma dentro di me sentivo sempre un po’ quel freno, quel non dire mai a nessuno di “nuovo” chi è mio papà. Perché? Per la paura. Paura che è dentro di noi, tutti noi: la paura di voler apparire, la paura di volersela tirare, la paura di “essere etichettati”, la paura di essere preso per il culo perché tu si sei la rock starS numero uno (no non sono di parte), ma tanta gente non ti sopporta e le offese sono sempre dietro l’angolo.

A 28 anni però sento che questa mia paura è passata: forse sono cresciuto, forse sono maturato (difficile) o forse è grazie a te.
Che per l’ennesima volta, quest’anno più che mai, hai calcato quel palco come nessun altro in Italia sa fare.
Perché per l’ennesima volta hai messo a tacere le malelingue, emozionando il cuore di migliaia di persone come nessun altro in Italia sa fare.
Perché per l’ennesima volta hai fatto piangere anche me, piangere di orgoglio.

Perché tu sei il mio orgoglio, sei la fortuna, sei il cuore, sei la sicurezza, sei la mia forza di volontà.
In tutto questo: tu sei un meraviglioso papà.
Come tanti altri, come tantissimi altri… solo con un “lavoro” un po’ speciale

E io sono fiero di avere un babbo come te. Altro…”.