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Albano Carrisi: “Le tasse sono tante, devo lavorare, non posso fermarmi”

Nonostante i 70 anni ormai passati Albano Carrisi non può fermarsi, deve continuare a lavorare. E se dal punto di vista dei sentimenti aveva già dichiarato di essere pronto a un nuovo amore, dal punto di vista lavorativo i motivi sono diversi: le tasse sono tante e non può permetterselo. Ma non solo, oltre alla sua famiglia allargata Albano spiega che molte persone dipendono da lui: “Con me viaggiano otto musicisti, tre tecnici, organizzatori, manager. E a Cellino ho la mia azienda viti-vinicola, l’albergo, la Spa, il ristorante, la pizzeria: altre 50 famiglie che dipendono dal mio lavoro. Ho costruito tanto, ora devo essere bravo a consolidare”.

albano carrisiI figli di Albano Carrisi sono pronti a raccogliere il suo testimone?

I miei figli sono tutti più interessati all’arte che all’azienda. Albano Jr. potrebbe, in futuro. Già da ora vedo in lui curiosità e interesse per quello che accade a Cellino, chiede, fa domande da adulto. Speriamo bene. Anche se cerco di spronarli a camminare con le loro gambe, voglio assicurare un futuro ai miei cinque figli. Io non la penso come Sting, che ha diseredato i suoi”. Albano Carrisi rivela sulle pagine del settimanale Oggi l’importanza dell’esempio con il quale spera di insegare ai suoi figli il valore del lavoro: “Li porto con me quando vado in giro, mostro loro la fatica che c’è prima che si accendano i riflettori. Cerco di insegnargli come proteggersi da quello che va storto. Il segreto è essere sempre attivi, non fermarsi. Soprattutto programmare, riuscire a prevedere il cambiamento e attrezzarsi. Negli Anni 70, pur avendo alle spalle grandi successi, rientravo in una categoria di “appestati” in cui erano finiti quelli passati da Sanremo, da Canzonissima. Accadde anche a Morandi di subire questa specie di ostracismo. Lui studiò al Conservatorio, io me ne andai all’estero per cercare le gratificazioni e le possibilità che il mio Paese non mi dava”.

In realtà Albano Carrisi non vuole proporre una ricetta magica, ma sostiene che sia importante muoversi su più fronti: “Il vero consiglio che do è diversificare. Io cantavo, ma nello stesso tempo costruivo una struttura turistica e produttiva che nonostante la crisi tiene. E così tengo anche io. Se avessi solo cantato, ora non andrebbe così bene: in Italia oggi si lavora e si guadagna molto meno, con la musica”.