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Sepolta viva, si sveglia nella bara e chiama aiuto ma…

È successo in Grecia, per la precisione a Salonicco. Una donna di 45 anni malata di cancro, in cura presso una clinica privata, è stata dichiarata morta dai medici, che hanno subito avvertito i parenti.

I familiari della signora hanno provveduto subito a traslare la salma nella località di Peraia, dove si è svolto il funerale. Poco dopo il funerale, un addetto del cimitero ha sentito delle urla provenire dal luogo in cui la donna era sepolta. Quest’ultima, vittima della cosiddetta “morte apparente”, si era infatti risvegliata.

Immediata la chiamata alla polizia che però, giunta sul posto, non ha potuto che constatare il decesso, questa volta reale, della donna. La mancanza di ossigeno le è stata fatale e l’autopsia, in corso in queste ore, dovrebbe confermarlo.

La famiglia della donna, intanto, ha sporto denuncia nei confronti dei medici della clinica in cui era in cura. Questa la nota diramata dalla struttura: “Il 25/09/2014, alle ore 06:31, è deceduta nella clinica specializzata di K. .. G. D, giunta alla fase terminale del cancro. Il decesso, al di là dell’esame clinico, è stato confermato dall’elettrocardiogramma immediatamente precedente“.

La morte apparente è uno stato simile alla morte reale caratterizzato da perdita della coscienza e della sensibilità, impossibilità di percepire battito cardiaco e respiro (anche la prova dello specchietto è negativa), assenza dei riflessi, flaccidità muscolare e rilasciamento degli sfinteri.La temperatura del corpo può abbassarsi anche sotto i 24°C per cui non è così raro scambiare chi ne soffre per un cadavere. Per fortuna, secondo la legge italiana (DPR n. 285/1990, art.9), in caso di sospetta morte apparente l’osservazione del soggetto deve essere protratta per non meno di 48 ore.