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La carne è cancerogena? La verità sulla dichiarazione shock di Veronesi

La carne è cancerogena? Una bufala ideata da chissà chi per promuovere l’alimentazione vegan. Bufala che ha sfruttato il nome di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia.

Secondo la notizia diffusa sul web e subito ripresa da diverse testate online che non si sono preoccupate di verificare prima la notizia, chi si ciba di prodotti animali correrebbe il 30% di rischio in più di contrarre un tumore.

La falsa dichiarazione di Umberto Veronesi

C’è addirittura un virgolettato attribuito a Veronesi in cui l’oncologo rivela i motivi per cui i medici ci terrebbero nascosta una così importante informazione:

Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.Molti medici e ricercatori sono coscienti degli effetti dannosi del consumo della carne, ma hanno le mani legate. Io che sono uno scienziato di fama internazionale posso prendermi il lusso di fare queste dichiarazioni, se lo facessero loro molto probabilmente non lavorerebbero più. L’industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altro e queste due entità insieme generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme, potete dunque capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione. Ogni malato di cancro negli Stati Uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi curarvi”.

La carne è cancerogena? Ecco la smentita

Tutto falso. Veronesi è in effetti vegetariano ma per motivazioni etiche. Ecco la smentita pubblicata dall’IEO (Istituto Europeo di Oncologia) sulla sua pagina Facebook:

In riferimento all’articolo rilanciato da alcuni siti in Rete “La carne è cancerogena: Umberto Veronesi svela il motivo per cui non se ne parla”, si comunica che Umberto Veronesi, Direttore Scientifico di IEO, non ha MAI rilasciato l’intervista riportata, e nessuno dei virgolettati a lui attribuiti è reale. Perorare la causa culturale della scelta vegetariana e della sana alimentazione deve basarsi sulla realtà scientifica e su un  dibattito intelligente e solido, non su articoli del tutto inventati che abusano del nome di Umberto Veronesi. Le dichiarazioni attribuite nel medesimo articolo a Umberto Veronesi a proposito di riviste medico-scientifiche e aziende farmaceutiche sono false“.

Tumori e alimentazione: come prevenire il cancro a tavola

Come prevenire l’insorgenza di tumori partendo dall’alimentazione? Questa volta è il “vero” Veronesi a suggerircelo, attraverso il sito ufficiale della sua Fondazione:

Le ‘bestie nere’ per la salute, soprattutto quando si parla di tumori, sono state individuate da tempo: il consumo eccessivo di alcol e l’obesità (…) le politiche di sanità pubblica a livello internazionale dovrebbero essere finalizzate a convincere più persone ad avere un indice di massa corporea compreso tra 21 e 23 (…) In secondo luogo, gli esperti ribadiscono che meno si beve meglio si sta. Oggi ci sono maggiori certezze sull’alcol in qualità di fattore di rischio per i tumori di bocca, faringe, laringe, esofago, colon-retto e mammella. Il limite individuato da non superare è il consumo di due bicchieri di vino al giorno per gli uomini e uno per le donne“.

Carne e tumori: massimo un paio di bistecche a settimana

Veronesi affronta anche la questione carne, consigliando semplicemente di non consumarne dosi eccessive:

“Non eccedere nel consumo di carne perchè il collegamento tra tumore colon-rettale e consumo di carne rossa passa da ‘probabile’, così si pensava negli anni scorsi, a ‘convincente’. Infatti è stato riscontrato che esiste una differenza del 30% nell’incidenza di tale tumore nella popolazione tra i grandi mangiatori di carni rosse e insaccati rispetto a chi proprio non ne fa uso. Il consumo medio di 300 grammi a settimana, più o meno un paio di bistecche, è stato individuato come ragionevolmente non pericoloso“.