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10 animali che vengono mangiati vivi nel mondo (sì, anche in ITALIA)

Quando guardiamo un film di zombi la scene più cruente sono proprio quelle in cui qualche povero malcapitato viene assalito e mangiato vivo dai morti viventi. C’è morte più orribile di questa?

Eppure è proprio incontro a questa fine che vanno almeno 10 specie animali considerate prelibatezze in varie parti del mondo, ma solo se consumate…. fresche.

P.S. prima di sentirvi disgustati dalla abitudini d’oltreoceano arrivate in fondo alla classifica, dove compare anche l’Italia…

  • PIOVRE. In Corea le piccole piovre vengono servite e consumate vive, all’interno di una ciotolina. Afferrate (non senza difficoltà) con le bacchette, vengono prima immerse in una salsina al sesamo e poi messe in bocca intere. Qualche volta le piccole piovre riescono anche a prendersi una rivincita prima di morire perché con i loro minuscoli tentacoli possono attaccarsi alla gola del malcapitato e soffocarlo.
  • RANE. Una vera e propria prelibatezza in molti paesi asiatici tra cui Cina e Giappone sono i piatti a base di rane vive. I poveri anfibi vengono serviti vivi al cliente e privati, davanti a lui, delle interiora. Il cliente mangia quel che resta della rana, con il cuore che pulsa ancora e le zampette che si muovono.
  • PIPISTRELLI. Nei paesi del Pacifico e nello specifico sull’isola di Guam la zuppa di pipistrello è un must. Molto speziata (per mascherare l’odore forte delle escrezioni del pipistrello) consiste in un brodo di latte di cocco nel quale viene bollito ancora vivo il povero volatile. Il piatto viene servito al cliente con il pipistrello intatto (e a volte ancora agonizzante) che galleggia nel brodo.
  • SERPENTI. Ok in questo caso non stiamo parlando di un piatto servito nei ristoranti ma della malsana abitudine dell’indiano Sutari Nayak, famoso per essere un divoratore di serpenti vivi. Tutto è cominciato quando un amico lo ha sfidato a mordere un serpente con la scusa che quest’ultimo non si sarebbe fatto problemi a fare la stessa cosa con un essere umano. Sutari ci ha “preso gusto” e da allora addenta serpenti come fossero sfilatini.
  • FORMICHE. Spostiamoci nella nostra Europa, per la precisione a Copenaghen, in un lussuosissimo ristorante stellato, il MAD, che offre ai propri clienti un’insalata da 300 dollari. Perché un prezzo tanto elevato? Perché la suddetta insalata è priva di glutine dato che i soliti e noiosissimi crostini vengono sostituiti da… formiche vive!
  • GAMBERETTI. Se andate in Giappone fate attenzione a non scegliere un piatto a caso dal menu, potrebbero portarvi un “odori ebi”, ovvero un piatto di gamberetti in salsa di sake ancora vivi (seppur storditi dall’alcool).
  • ANGUILLE. Rimaniamo in Giappone, dove, se proprio volete, potete gustare anguille vive e guizzanti in una salsina di aceto e sake. Sempre che riusciate ad afferrarle.
  • LARVE. Schifati dalle abitudini d’oltreoceano? Allora rientriamo nel nostro paese, l’Italia, e parliamo del Casu Martzu, il famoso pecorino sardo a base di larve di mosca. Per renderlo più morbido e saporito, il Casu Martzu viene arricchito da larve di mosca vive. Al momento del consumo c’è chi le elimina e chi preferisce consumare il formaggio con larve annesse.
  • OSTRICHE. Rimaniamo in Italia e in Europa, dove le ostriche sono considerate un alimento raffinato e afrodisiaco. Peccato che trattandosi di molluschi che si deteriorano rapidamente dopo la morte, vadano servite e consumate freschissime e… vive.
  • ARAGOSTE. La maggior parte dei ristoranti cucina l’aragosta immergendola ancora viva nell’acqua bollente, nonostante le varie ricerche che provano che le aragoste soffrono, piangono, urlano e si dimenano proprio come faremmo noi se venissimo bolliti vivi. Un ristorante di New York le serve addirittura ancora vive al cliente.
  • RICCI DI MARE. In molti paesi (Italia compresa) i ricci di mare sono considerati una prelibatezza, ma vanno serviti al cliente ancora vivi. Apprezzatissime, in particolare, le uova custodite all’interno dell’animale.