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Epifania: da dove spunta la Befana?

LEpifania-ovvero-la-dodicesima-notteL’Epifania è una festa cristiana che celebra e ricorda l’arrivo dei Re Magi alla capanna in cui nacque Gesù, a Betlemme. 12 giorni dopo la nascita di Cristo, i re Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, giunti sul luogo grazie all’aiuto di una stella cometa, portarono in omaggio oro, incenso e mirra, un gesto di riconoscimento e rispetto molto importante per la tradizione cristiana.

Sì ma cosa centra la Befana?

Ma cosa ha a che fare tutto questo con la figura folkloristica della Befana, che ogni 6 gennaio porta dolciumi e regali ai più piccoli? La figura della vecchierella sulla scopa volante che porta dolcetti o carbone ai bambini ha origini pagane e si lega a miti e riti propiziatori romani legati all’agricoltura. Originariamente la Befana era una mera rappresentazione femminile della stagione invernale (i Romani parlavano di misteriose figure femminili che volavano sui campi nelle 12 notti tra il solstizio invernale e il Sol Invictus propiziando un buon raccolto), ma il suo aspetto si è decisamente “imbruttito” e avvicinato a quello di una strega quando, a partire dal IV secolo d.C., la Chiesa cominciò a condannare questo e altri riti pagani, definendoli frutti di influenze sataniche.

A partire dal Basso Medioevo, quindi, la Befana assunse l’aspetto di una vecchia strega a cavallo di una scopa volante. E proprio la scopa, che originariamente era un simbolo di purificazione in previsione della rinascita della stagione, divenne invece una rappresentazione della stregoneria.

La versione “cristianizzata” della Befana

Seppur brutta, però, la Befana continuò ad essere vista come una figura buona e positiva e, nel XII secolo, divenne protagonista di una versione “cristianizzata” della leggenda secondo cui i Re Magi durante il loro viaggio verso Betlemme chiesero informazioni a una vecchietta incontrata lungo la strada. La donna si rifiutò però di accompagnarli e rimase in casa ma poco dopo si pentì e uscì per strada in cerca dei tre uomini portando con sé una cesta di dolcetti da donare a Gesù Bambino. La vecchietta cominciò a vagare in cerca dei Re Magi e della capanna. Non sapendo però chi fosse il vero Gesù, donò qualche dolcetto a ogni bimbo che incontrava lungo il cammino. Da allora i bambini, per aiutare la vecchietta nel suo viaggio, cominciarono a lasciare calze o scarpe fuori dalla porta di casa che la donna avrebbe potuto usare come ricambio. Se la vecchina non ne aveva bisogno, però, le lasciava appese alla porta con all’interno qualche dolcetto di ringraziamento.