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Pino Daniele: è guerra per il testamento

pino-daniele-saraDue ex mogli (Dorina Giangrande e Fabiola Sciabbarrasi), la sua compagna (Amanda Bonini), cinque figli, altrettanti fratelli e sorelle e una marea di nipoti: questi i protagonisti della guerra per l’eredità di Pino Daniele, i cui funerali sono stati celebrati ieri a Roma e a Napoli.

La cifra, inutile dirlo, è considerevole, ma, come si dice, “il corpo è ancora caldo“… è davvero necessario intraprendere una battaglia – e in particolare una battaglia mediatica?

Durissimo lo scontro tra la seconda moglie di Pino Daniele, Fabiola, e la sua compagna Amanda. La prima accusa la seconda di omicidio colposo, sostenendo che al momento del malore Pino fosse svenuto e che Amanda avrebbe scelto per lui di portarlo in auto a Roma anziché chiamare l’ambulanza, causandone il decesso. Fabiola si difende sostenendo che il cantante fosse lucido e che avesse deciso lui stesso di intraprendere il viaggio in macchina.

Le liti tra le due famiglie, quella romana e quella napoletana, di Pino Daniele hanno anche causato la decisione di fare un doppio funerale, ma anche sulla sepoltura sono sorte polemiche. Secondo la famiglia romana, Pino avrebbe espresso la volontà di essere tumulato a Magliano, mentre per quella napoletana si sarebbe dovuto seguire quello che lo stesso cantante aveva scritto nel brano-testamento del 1982, “Sud, scavame ‘a fossa, / voglio muri’ cu te!”.

E per quanto riguarda l’eredità? Padre Renzo, il prete francescano che ha tenuto l’omelia dell’amico Pino Daniele, si è espresso chiaramente durante la cerimonia: “Dico sempre: quando state per morire magnateve tutto, lasciate i debiti. Perché per quattro lire si scannano, per pagare i debiti si mettono d’accordo“.

L’ho corcati tutti – ha dichiarato padre Renzo dopo l’omelia – Il problema è ora che si spengono i fari, bisognerà stare vicini ai figli speriamo che non facciano stupidaggini. Ora… l’eredità sarà pesante“.