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Luca Toni racconta con parole dure la morte del primo figlio

69536: (Peter Schatz/ Sportmedia) 2008-04-19 Berlin - D - Luca T

Luca Toni ha raccontato alla Gazzetta dello Sport il dramma vissuto nel 2012, quando la compagna Marta Cecchetto perse il figlio che aspettava a un giorno dal parto cesareo programmato. Il calciatore ha rivissuto e descritto i terribili attimi vissuti della scoperta che qualcosa non andava:

Ce lo dica, dottoressa: ce lo dica“. Ci guardavano tutti senza avere il coraggio di parlare, e quegli occhi me li ricorderò finché campo. “Proviamo a cambiare macchina, magari questa non funziona bene“, ci avevano appena detto. No: era il cuore di Mattia, così doveva chiamarsi il nostro primo figlio, che non aveva più funzionato. “Ha smesso di battere ieri“: un terremoto dentro molto più forte di quello che ci aveva fatto spostare la sede del parto da Modena a Torino.

Luca è orgoglioso di come Marta ha reagito al lutto.

Quello che Marta mi ha insegnato nei giorni successivi non ha prezzo, lì ho capito davvero quanto è forte la donna con cui sto: “Mi sistemo e ne facciamo subito un altro, mi ha detto, e tre mesi dopo era incinta di nuovo, alla faccia di quelli che ci vedevano come genitori testimonial di bimbi mai nati. E se io e lei non fossimo così uguali nel detestare il piangersi addosso, se ci fossimo buttati giù, forse Bianca e Leonardo non sarebbero mai arrivati: questo sì che possiamo insegnarlo.

Già perché dopo la tragedia è tornato il sole. Per ben due volte. Nel 2013 è arrivata Bianca e nel 2014 il piccolo Leonardo.

Un messaggio, quello di Luca Toni, che non è piaciuto a Piccoli Angeli Onlus, associazione dedicata al lutto perinatale, che con un messaggio su Facebook dichiara che “piangersi addosso” è un diritto di tutti coloro che hanno perso un figlio.

Il nostro pensiero, in primis, va alla frase della mamma “Mi sistemo e ne facciamo subito un altro”. Quanto dolore racchiudono queste parole? Probabilmente troppo, per essere inserite in un contesto così “superficiale”. Una donna che si aggrappa immediatamente al pensiero di avere un altro bambino, è una donna da aiutare, sostenere, indirizzare nel percorso del lutto. Lo ripetiamo, con tutti i nostri mezzi e tutte le nostre forze: il lutto è una tempesta. E l’unico (UNICO!) modo per raggiungere l’arcobaleno, è attraversarla. E’ attraverso il lutto che si arriva alla sua elaborazione. E abbracciamo ogni giorno tutte quelle mamme e quei papà che vengono accusati di “piangersi addosso”, quando stanno “solamente” (sola – mente) piangendo il loro bambino.
Poi, a testa alta, diciamo che essere testimonial dei “bambinimainati” non è che un ONORE, concesso a pochi eletti.
E noi ringraziamo ogni giorno per essere stati scelti. 
Un bacino al Piccolo Angelo MATTIA…

Siete d’accordo con l’associazione?