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Gigi D’Alessio rompe il silenzio: “Anna Tatangelo non considera più la mia opinione”

Negli ultimi tempi, Gigi D’Alessio è salito agli onori della cronaca per i suoi guai giudiziari. Per la prima volta, il cantante napoletano ha deciso di rompere il silenzio e dichiarare la propria verità attraverso una lunga intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.

gigi-dalessioGIGI D’ALESSIO: ECCO TUTTA LA SUA VERITA’

Gigi D’Alessio parte dalla storia delle rate non pagate per una Mercedes Slr McLaren da 500 mila euro precisando di sentirsi vittima di un raggiro da parte di Marco Palumbo, “un broker per auto di lusso di Oristano, presentatomi da Costantino Vitaliano (Vitagliano, in realtà, Ndr)”, l’ex tronista di Uomini e donne, ossia “un amico che poi si è rivelato diverso da come appariva”.

Sulla vicenda con i paparazzi, Gigi D’Alessio ha dichiarato: “Ho sbagliato ad alzare le mani. Ero stressato, la mia vita sbattuta su tutti i giornali (era il periodo in cui la storia con la Tatangelo divenne pubblica, insieme alla fine del suo matrimonio, Ndr). Ero stufo e sono andato a dirglielo ai fotografi. Poi, tutto è degenerato”.

Gigi D’alessio ha avuto problemi anche con Giovanni Cottone, ex marito di Valeria Marini: “Quello della Lambretta era il mio grande sogno, ne parlo per la prima volta. Pensavo al futuro, a quello che avrei lasciato per i miei figli e al Sud. Qualcosa che andasse al di là della musica. Un progetto fallito che ancora oggi mi fa stare male. Volevo dare lavoro ai disoccupati della Campania, riportare da Taiwan la produzione degli scooter Lambretta. Si stimavano tremila nuovi posti di lavoro. Dico solo che avevamo comprato gli stampi di fabbrica e eravamo in trattativa con la Fiat per acquisire i capannoni dell’Irisbus di Avellino. Il mio obiettivo era assumere le migliaia di lavoratori licenziati (…) Cottone mi aveva nascosto alcuni ostacoli del business. Non mi aveva riferito che il marchio Lambretta, di proprietà di un’azienda indiana, era già stato venduto agli olandesi e che lui era in causa con questi ultimi. Ma era convinto di vincerla. È intervenuta una sentenza del tribunale di Milano a spegnere il mio sogno (…) Per quanto mi riguarda devo 3 milioni di euro da restituire in 20 anni a una banca lombarda. Poi c’è la parte della società di Cottone”.

Il giornalista ha quindi chiesto a Gigi D’Alessio se sia ancora in contatto con Cottone: “Non lo sentivo da un anno e mezzo. A Pasqua mi ha chiamato per gli auguri e gli ho detto di passarsi una mano sulla coscienza per quello che ha fatto perché ho creduto nel suo progetto e nell’amicizia. Se gli altri amici mi hanno fatto il servizietto di mettermelo nel … lui, diciamo, lo ha fatto in maniera più lieve. Mi ha promesso che un giorno mi toglierà da tutto questo casino e si accollerà anche la mia parte”.

E sui presunti incontri con la criminalità organizzata, ecco la verità di Gigi D’Alessio: “Non so cosa succede a Napoli. Vivo a Roma da 15 anni e queste cose non le seguo e non so neanche se ci sono ancora i clan. Non mi interessa e non lo voglio sapere. Voglio solo occuparmi della musica che mi ha fatto vendere 20 milioni di dischi e che forse a voi non piacerà, ma queste storie mi danneggiano e a breve devo affrontare un tour mondiale. Sono stato un ingenuo, ma non sono un disonesto”.

Infine, Gigi D’Alessio rivela come sta affrontando la situazione Anna Tatangelo:Non ha fiducia e fa bene – il cantante sorride -. Ogni volta che le presento un documento, un contratto da firmare, lo vaglia insieme con il suo avvocato. Non considera più la mia opinione. E questa è una cosa che pesa”.