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Pietro Taricone, la compagna Kasia Smutniak non lo dimentica e lo ricorda così!

Sono passati quasi cinque anni dalla tragica scomparsa di Pietro Taricone, l’indimenticabile concorrente della prima edizione del Grande Fratello che era riuscito a costruirsi una carriera da attore e che la cui vita è stata spezzata da un destino crudele. Era il 29 giugno del 2010 quando Pietro Taricone si spense dopo essere precipitato con il paracadute. Da allora sono passati anni. La sua compagna, Kasia Smutniak si è rifatta una vita diventando di nuovo mamma di Leone, avuto dal suo attuale compagno, Domenico Procacci, dopo la nascita della piccola Sophie, la figlia avuta da Pietro Taricone nel 2004. Nonostante tutto, però, Kasia Smutniak non dimentica il suo passato.

kasia smutniakPIETRO TARICONE: KASIA SMUTNIAK LO RICORDA CON UNA SCUOLA

Per ricordare Pietro Taricone, Kasia Smutniak ha deciso di costruire una scuola in Nepal che porti il nome del suo defunto compagno. L’attrice, dal 2011, segue i progetti della Pietro Taricone Onlus, fondata da lei dopo la tragica scomparsa del compagno.

E a Vogue l’attrice rivela: “Non vivo altro che per la fondazione”.

Siamo stati fortunati – spiega l’attrice – eravamo preparati perché la nostra struttura è stata costruita per poter affrontare un giorno un terremoto. L’edificio della scuola è rimasto in piedi. Il Mustang, dove si trova la nostra scuola, è tra Tibet e Nepal, quindi la catena dell’Himalaya ci ha in qualche modo protetto. In questo momento stiamo preparando gli aiuti che devono essere trasportati nelle zone ancora non raggiunte dai soccorsi. Già prima del terremoto c’erano dei villaggi poco raggiungibili e la situazione si è aggravata ancora. Vi sono delle zone di cui non si sa nulla”.

L’attrice si trovava in Nepal fino alla settimana prima del terremoto: “Sono tornata poco prima del terremoto. Dovevo tornare a metà giugno ma ora servo più qua. Uno dei problema fondamentali è quello della logistica. L’aeroporto di Katmandu è bloccato, c’è caos e quindi arrivare da soli, senza organizzazione locale non aiuta, meglio organizzare le cose al meglio da qui ed è quello che sto facendo dal giorno del terremoto”.