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Selvaggia Lucarelli processata per foto rubate ai VIP? La blogger risponde

Secondo quanto hanno riportato varie testate nella giornata di ieri, la blogger Selvaggia Lucarelli, la giornalista e scrittrice Guia Soncini e il blogger Macchianera (Gianluca Neri) sarebbero stati accusati dal pm Grazia Colacicco di aver approfittato di password banali per entrare negli account e-mail dei vip e impossessarsi in modo illecito di fotografie e informazioni riservate.

Tra le presunte vittime Elisabetta Canalis, Federica Fontana, Sandra Bullock, Scarlett Johansson e Mara Venier. Le indagini sarebbero cominciate quando la stessa Canalis sporse denuncia dopo aver saputo che qualcuno era intenzionato a vendere per 120mila euro a un noto settimanale di gossip alcune sue foto scattate durante la sua festa compleanno a casa dell’allora fidanzato George Clooney.

L’accusa sarebbe dunque di concorso in intercettazione abusiva, detenzione e diffusione di codici di accesso, accesso abusivo a sistema informatico, violazione della privacy.

Ecco come ha reagito la Lucarelli, commentando le notizie sul processo:

Leggo titoli fantascientifici su un processo legato a una vecchia indagine che purtroppo mi ha coinvolta nel 2011 e di cui spesso ho parlato a amici e giornalisti in questi anni, senza alcun problema. Tutto quello che è accaduto è che io all’epoca mi sono vista recapitare le foto di un compleanno della Canalis a casa Clooney. Non ho mai chiesto e ricevuto un euro da nessun giornale, rivista o editore , nè per quelle foto nè per qualsiasi altra foto o notizia in altri periodi. Non c’è mai stata neanche alcuna trattativa che mi abbia riguardata. Ci sono state perquisizioni, sequestri e intercettazioni come se fossi entrata in possesso di informazioni riservate alla Cia, ma negli atti non c’è un passaggio in cui risulti che io abbia mai venduto o contrattato una notizia o una foto. Dalle carte risulta in verità che la persona che le ha tentate di vendere abbia un nome e un cognome. Lo ha ammesso sia la persona stessa che il giornale che ha trattato con lui, non capisco come mai questa persona sia stata poi estromessa dall’indagine. È agli atti, non è una mia versione, così non fosse verrei sbugiardata. Misteri della giustizia italiana. Aggiungo che non ho mai violato un account di posta elettronica in vita mia, neanche quello di ex fidanzati (purtroppo, perché mi sarei risparmiata un sacco di sorprese in seguito) e che da miei telefoni e computer non è risultato alcun accesso abusivo su altri computer o telefoni. Non c’erano neanche film e musica scaricati illegalmente, credo di essere un caso unico. Non sono capace neanche di fare un aggiornamento al computer, chi mi conosce lo sa, figuriamoci se potrei mai essere un hacker. Questo è tutto. Da qui è partita l’indagine. La Soncini, con la quale secondo i giornali avrei messo in piedi una specie di associazione a delinquere, non l’ho mai sentita in vita mia ne’ al telefono nè via mail. Chi ha analizzato computer e telefoni dovrebbe averlo notato che non siamo mai entrate in contatto in 40 anni. Non ho neanche mai avuto il suo numero di cellulare. A dirla tutta mi sta anche sulle palle e credo sia un sentimento reciproco, come parecchi amici della rete avranno notato visti i suoi continui attacchi. Aggiungo che alcune delle persone citate come parte lesa (ad esempio la Venier) conoscono questa vicenda, hanno letto la mia posizione e si sono sentite così lese da essersi rifiutate di sporgere querela. La verità la stabilirà il processo. E ora scusate ma devo hackerare la posta di Ryan Gosling così scopro come va con Eva.