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Gabriella Pession e la depressione post partum: “Avere un figlio non è una passeggiata”

Gabriella Pession, attrice nota al grande pubblico per aver interpretato fiction di successo come Capri, Rossella, Orgoglio e Il Capitano, poco meno di un anno fa è diventata mamma per la prima volta. L’arrivo del piccolo Giulio ha stravolto la sua vita come ha raccontato la stesa Gabriella Pession in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi.

gabriella pessionGABRIELLA PESSION E LA DEPRESSIONE POST PARTUM

La nascita del figlio non è stata rosa e fiori per Gabriella Pession: “Ero abituata a uno stile indipendente, perciò all’inizio è stato un impatto meraviglioso ma anche scioccante. E’ la cosa più bella, gioia inspiegabile che solo una mamma può capire. Eppure non sono tutte rose e fiori. Vorrei sfatare questo mito favolistico della gravidanza, soprattutto del periodo post partum, perché le difficoltà ci sono. Credo che l’amore con questo esserino che ti piomba tra le braccia sia immediato, ma cresce nella cura, nel conoscersi. Implica una mole di responsabilità che ha un carico emotivo importante. E poi basta con queste attrici che dopo due giorni dal parto sono già in tv! Alimentano un senso di colpa e inadeguatezza nelle neomamme che non possono permettersi gli stessi aiuti!”. 

Ad aiutarla è stato il compagno irlandese: “Abbiamo deciso di vivere la gravidanza a Dublino. Lontana dal lavoro, dal mio Paese che un po’ mi aveva stancato, dai paparazzi. Sono stata accolta in una grande famiglia e mia mamma si è trasferita lì per cinque mesi. La fortuna è stata quella di avere un uomo molto presente, che ha scelto di non lavorare durante la mia gravidanza e per i primi 4 mesi del bambino. Richard è nato papà, affettuoso, premuroso, cambia Giulietto, gli da’ il biberon. Ed è anche molto attento a me”.

I primi mesi da mamma, però, non sono stati facili per Gabriella Pession: “Ho soffeto di baby blues, una condizione fisiologica che molte donne attraversano dopo il parto ma di cui parlare è ancora tabù. Ti assale all’improvviso un senso di stanchezza, di inadeguateza. Passavano giorni in cui piangevo senza motivo, giorni di tristezza in cui dicevo ‘non ce la faccio’ e neanche godevo a pieno del mio legame con questa creatura. Ho allattato per due mesi e mezzo ogni ora, mi sentivo agli arresti domiciliari! Ma ho avuto la fortuna di avere vicino mia madre, le amiche, la mia famiglia: ne parlavo e loro riportavano la condizione alla normalità. ‘Credo di non stare bene’, dicevo, e mi facevo un sano pianto”.

E in futuro, arriveranno altri figli? “Anche lì, prima di diventare mamma dici: ‘ne vorrei quattro’. Poi arriva il primo e capisci che non è una passeggiata. Ora ne sogno due, perché sia io che il mio compagno siamo figli unici. Un bimbo è una benedizione”.