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Giulia Michelini: “Io, salvata da mio figlio”

Giulia Michelini è una delle attrici più amate dal pubblico italiano. Grazie al ruolo di Rosy Abate, nella famosa fiction di canale 5, “Squadra antimafia”, Giulia Michelini è entrata nel cuore dei telespettatori che di lei, oggi, apprezzano non solo la bellezza ma anche la bravura di calarsi in personaggi completamente diversi l’uno dall’altro. In occasione dell’uscita del film di Carlo Vanzina “Torno indietro e cambio vita”, accanto a Raoul Bova, Giulia Michelini ha rilasciato una lunga intervista a Vanity Fair.

giulia-micheliniGIULIA MICHELINI, UNA RAGAZZA MADRE

Il racconto di Giulia Michelini inizia dalla sua decisione di diventare madre quando aveva solo 19 anni: “Avevo da tempo una storia con un ragazzo, otto anni più grande di me, conosciuto a un corso di vela, che però era molto complicata. Quando ho scoperto di essere incinta, onestamente non pensavo di tenerlo. Tutti, i miei genitori in testa, mi dicevano che mi sarei rovinata la vita. Ho preso l’appuntamento per interrompere la gravidanza, ma una volta lì, in quella stanza, ho cambiato idea. È una decisione che prendi in una frazione di secondo – tenerlo o non tenerlo –, dalla quale però parte un percorso a lungo termine, mille conseguenze che non puoi prevedere in quel momento”.

Prima la decisione di abortire e poi la voglia e il coraggio di tenere il bambino: “Ero nel panico totale. Una volta uscita, sono entrata in una cabina telefonica per chiamare mia madre. Sull’apparecchio c’era un elastichetto da bambina, non ricordo se con due cubetti o due ciliegine. Lo so, è stupido, ma vedendolo mi sono detta: va bene così, sto facendo la cosa giusta. Detto questo, ero dilaniata, e se oggi penso alla cosa grande che è uscita dalla persona piccola che ero – non solo fisicamente, ma perché all’epoca ero veramente una bambina da formare, senza un minimo di coscienza di sé –, se ci penso, be’, non saprei spiegare che cosa mi ha fatto dire: lo tengo”.

Giulia Michelini ha così deciso di tenere il bambino nonostante il rapporto con il compagno stesse per finire: “Non credevo molto nel rapporto con il padre; anzi, a dirla tutta, sapevo che sarebbe finita e che sarei rimasta sola con mio figlio, ma è come se questa cosa mi avesse dato una spinta in più”.

Se potesse tornare indietro, Giulia Michelini prenderebbe la stessa decisione: “Sentivo che questa decisione dava una definizione ai miei contorni, mi consentiva di vedermi, di esserci. In quel momento forse avevo bisogno di sentirmi viva. A quell’età non desideravo un figlio, volevo indipendenza, sentirmi libera di andare come un treno, ma questo bambino, dandomi un peso specifico, credo che mi abbia salvato la vita. Ha allontanato la mia parte autolesionista, senza di lui è probabile che mi sarei persa. Il padre, che era molto diverso da me, per età ma anche per condizioni sociali, mi aveva portato a una grossa deviazione: con lui ho conosciuto la borgata romana, ambienti non proprio puliti”.

Infine, Giulia Michelini rivela che a causa della sua decisione non ha parlato con i suoi genitori per sei mesi. Oggi, però, il loro rapporto è ottimo: “Oggi mio figlio è la luce dei loro occhi, non so come farebbero se non ci fosse; e non so come farei io senza di loro, perché mi hanno aiutata tantissimo: quando lavoro, Cosimo sta con i miei genitori”.