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Famosa modella perde una gamba per colpa dell’assorbente, le FOTO

Lauren Wasser è una bellissima modella, alta, bionda e con un fisio statuario che calca le passerelle sin da quando era una bambina. Ammirata e protagonista di numerosi servizi fotografici, Lauren Wasser aveva una vita da sogno. All’improvviso, però, quel sogno è stato spezzato da un assorbente interno e dalla cosiddetta sindrome da shock tossico quando aveva 24 anni.

PERDE UNA GAMBA PER COLPA DELL’ASSORBENTE

L’incubo di Lauren Wasser è cominciato il 3 ottobre del 2012 quando si reca in farmacia a comprare la solita scatola di assorbenti interni. Nonostante non riuscisse a stare in piedi, Lauren ha continuato a lavorare. Una volta a casa, è crollata sul letto e si è risvegliata solo per le urla di un poliziotto allarmato dalla madre che non era riuscita a sentirla.

Lauren aveva trascorso tante ore a letto al punto che in tutta la casa c’erano i bisogni del cane. Poche ore dopo, gli amici hanno trovato Lauren stesa sul pavimento e l’hanno portata d’urgenza in ospedale. I medici hanno subito capito che lo stato fisico della modella era dovuto alla presenza di un tampax. Così l’assorbente è stato rimosso e spedito in laboratorio. Era positivo alla sindrome da shock tossico.

La TSS è una complicazione di infezioni batteriche spesso provocate dal batterio Staphylococcus aureus. A Lauren è stato indotto il coma farmacologico ma l’infezione si era trasformata in cancrena, per cui era necessario amputarle le gambe.

Oggi Lauren ha una protesi. Periodicamente deve sottoporsi a piccoli interventi chirurgici e dopo tre anni è costretta ancora a convivere con il dolore. I dottori dicono che quando avrà 50 anni, probabilmente, sarà necessaria un’altra amputazione.

Quando sono tornata a casa volevo uccidermi. – dice – Ero quella ragazza e ora tutto d’un tratto non avevo una gamba, ero su una sedia a rotelle, avevo metà piede, e non riuscivo nemmeno ad andare in bagno da sola. Me ne stavo a letto, non riuscivo a muovermi, mi sembrava che le pareti della mia stanza fossero una prigione”.

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