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Sedicenne ucciso da una pasticca di ecstasy: lo sfogo dell’infermiera Sara commuove tutti

Lamberto Lucaccioni, in vacanza a Riccione, è morto a soli 16 anni per aver assunto una pasticca di ecstasy durante una serata in discoteca. La morte del ragazzo ha colpito tutti scatenando un dibattito tra l’opinione pubblica. Tra i vari messaggi pubblicati sui social network sulla questione, a colpire e a commuovere tutti è stato quello di Sara Fabbri, una studentessa di Infermieristica al Polo didattico di Rimini-Cesena (Università degli Studi di Bologna) di 22 anni.

sarafabbri-2IL MESSAGGIO DI SARA COMMUOVE TUTTI

Parole forti, quelle di Sara: “Ho quasi sempre elogiato il mio mestiere – spiega – per le tante soddisfazioni che da. Ma chi non è in questi panni non può capire cosa voglia dire dover rimanere impassibili e freddi quando ti trovi un ragazzo di 16 anni sulla barella della sala emergenza alle 4 di mattina in arresto cardiaco per colpa di una pasticca che non avrebbe dovuto prendere”.

Ecco il lungo sfogo della giovane infermiera:

E sei li che lo massaggi impassibile ma nella mente pensi “avanti forza reagisci”, ma nonostante l’ora e mezza di massaggio cardiaco l’onda di quel cuore che già da un po’ non batte, rimane piatta. E dopo aver fatto il possibile ci si arrende all’evidenza che l’alba che stai guardando tu, sfinito, lui non potrà vederla. E pensi ai suoi genitori che ancora non sanno di non poter mai più parlare con lui, litigare con lui, ridere con lui, festeggiare con lui.

Poi arrivano trafelati, sanno che il figlio sta male ma non che giace steso, freddo ed esangue su un lettino. E allora il medico glielo comunica e lì una delle scene peggiori a cui mai si possa assistere. I pianti, le grida, i malori… “rivoglio il mio bambino vi prego” e tu sei li che non puoi far niente se non continuare ad essere professionale.

Non siamo avvocati, non siamo banchieri, ne cassieri, ne muratori… per NOI il lavoro non finisce al marcatempo, ce lo portiamo a casa con tutti i risvolti che comporta. E mentre sei in macchina stanco per il turno di notte, distrutto per le scene a cui hai assistito, scoppi a piangere e scarichi finalmente tutta la rabbia che hai contro le ingiustizie che a volte riserva la vita.

SEDICI ANNI, CA**O.

Io spero solo che un giorno si possa andare a raccogliere uno ad uno tutti quelli che fanno della droga un business, per poi chiuderli nel loro caro Cocoriccò e sganciare una bomba a mano che non faccia rimanere di loro neanche il ricordo.

Sono arrabbiata, sono stanca e sono triste perché il vostro caro Dio poteva donarlo a noi il potere di fare miracoli. Salvare una vita umana è più importante del moltiplicare i pani e i pesci.

E VAFFANC**O, perché quando ci vuole ci vuole.

Riposa in pace angelo bello….

Sarah”.