TRONO DI SPADE – Si alzano i toni della polemica riguardante Game of Thrones (Il trono di spade in Italia), serie tv fantasy che ha fatto insorgere il Presidente dell‘Aiart (Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione).

Trasmessa su Rai 4 ogni giovedì alle 21.10, Il trono di spade, tratto dalla saga di George R. Martin, ha fatto gridare allo scandalo a Luigi Gubitosi (Aiart).

Si obietta che basta cambiare canale per non subire lo squallido programma. Certo, ma perché in un Paese civile si deve sopportare l’incultura del servizio pubblico radiotelevisivo? La risposta amara è semplice: chi viola il buon senso e sperpera danaro pubblico è sicuro di non incorrere in sanzioni; chi dovrebbe erogarle è in tutte altre cose affaccendato”.

Il direttore di Rai 4, Carlo Freccero, a sua volta ha impugnato l’ascia di guerra per difendere la validità del prodotto trasmesso.

Su questa serie ci sono decine di pubblicazioni e corsi di filosofia nelle università americane, come si fa a definirla pornografica?” e ancora: “Borgomeo mi odia perché faccio una televisione libera e non talebana. Ma io lo perdono, e prego per lui.Quando sento queste cose capisco il dramma delle persone condannate dai fondamentalisti”.

La serie, mietitrice di riconoscimenti come Golden Globes e premi Emmy (i massimi riconoscimenti televisivi sul mercato americano), presenta sì temi forti e scene di sesso, ma definirla addirittura pornografica sembra veramente un’esagerazione.

Oltretutto quella trasmessa è una versione già censurata.

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