Pechino Express, Pascal: “Rosico tantissimo, ma non avrei meritato di vincere”

pechino-express-son-pascal_980x571Quando gli Antipodi hanno vinto Pechino Express, lunedì sera, i social sono stati invasi dai commenti degli utenti che, in particolare, si chiedevano come avessero reagito gli Espatriati, “fregati” da un tassista all’ultimo minuto e arrivati secondi dopo un’edizione infarcita di vittorie e primi posti.

«Rosico tantissimo – ha ammesso Pasquale Caprino, in arte Son Pascal, ai microfoni di Vanity Fair – Lì per lì non lo sapevamo, perché abbiamo scoperto il vincitore lunedì sera, come il pubblico a casa. È stata una grande sorpresa anche per me, ma ci sta: Pechino Express è un programma con uno scopo nobile e va bene così».

Nonostante le numerose vittorie, gli Espatriati e in particolare Pascal non è uscito troppo bene da questa competizione, almeno agli occhi del pubblico che in queste settimane non ha perso occasione per criticare i suoi comportamenti: «Noi siamo andati in vacanza a Pechino Express. Siamo abituati alla competizione perché lavoriamo in Paesi difficili, con mentalità aguzze e dinamiche non facili da affrontare. Vivere a Est ci ha temprato per molti versi: se non combatti sei perso. È per questo che sono passato come l’antagonista per eccellenza: non mi riconoscevo guardandomi in tv ed è stata una sorpresa spiacevole. Il Kazakistan mi ha messo a dura prova, soprattutto per cantare nella loro lingua e competere con i loro cantanti. Non vanno molto per il sottile».

La famosa discussione col tassista è stata proprio fatale, e Pascal ne è ben consapevole: «Rosico abbastanza per questo. Lo stesso episodio che ci ha portato a vincere un bonus, ci ha portato ad arrivare secondi alla finale. Il taxi era l’unico mezzo veloce a Rio, ma ci è andata male perché abbiamo trovato un tassista meno disponibile».

A Pascal sarebbe ovviamente piaciuto vincere, ma rivedendosi in televisione si è reso conto che forse non avrebbe meritato la vittoria: «Ci sono stati dei miei momenti di cattiveria e negatività che riconosco, come sfilare le infradito alle Persiane nel corso della finale. Non è stato un episodio determinante per il podio, ma non l’avrei rifatto».

Il rientro in Kazakistan è dietro l’angolo, insomma, anche perché forse l’Italia non è pronta per Son Pascal, o lui non è pronto per l’Italia: «Mi piacerebbe tornare in Italia, ma devo lavorare tanto su di me, perché il pubblico è più esigente. Quando mi sentirò pronto per provarci lo farò, ma senza fretta».