amy-winehouse-dead-alcol-alcool-mortaAl momento della morte, il tasso alcolemico nel corpo di Amy Winehouse era 416 milligrammi per 100 millilitri di sangue (considerate che il livello letale è di 350 milligrammi per 100 millilitri). Secondo l’autopsia, dunque, la cantante aveva bevuto fino a morire, quel terribile 23 luglio 2011.

A distanza di 4 anni e mezzo dalla morte della figlia, mamma Janis ha pubblicato un libro, “Loving Amy, A Mother’s Story”, in cui racconta i difficili ma splendidi 27 anni di vita con sua figlia.

Nel libro, Janis Winehouse parla a lungo dei problemi già accertati di Amy («a nove anni già si tagliava, a dieci taccheggiava, e si faceva da sola il piercing. Fumava erba ogni giorno, a 15 anni già beveva Southern Comfort mescolato con la limonata») ma ipotizza anche che la figlia potesse avere una malattia neurologica mai clinicamente riscontrata, la sindrome di Tourette: «Era insieme angelo e diavolo. A volte strillava ciò che pensava senza motivo».

«È stata una bambina dotata. Penso che avesse esigenze speciali. Era talmente intelligente da vivere in un mondo fuori dalla media, che per lei non era abbastanza» ha scritto la madre della cantante.

L’unica consolazione per Janis è che quei 27 anni di vita, Amy li ha vissuti tutti, intensamente.