6atoto2Rita Bonaccorso, ex moglie di Totò Schillaci, vive per protesta in una piccola tenda montata proprio davanti a casa sua, la villa del valore di 2,5 milioni di euro (messa all’asta nel 2006) dalla quale è stata “cacciata” pochi giorni fa a causa di una vicenda giudiziaria che va avanti ormai da 20 anni.

Tutto è cominciato nel 1992 quando Giovanna Giordano, un’amica di Rita, proprietaria di una gioielleria a Torino, le chiede di fare da testimonial al suo negozio presentandosi come moglie di Schillaci (nonostante la coppia fosse separata).  Dopo qualche anno, la gioielleria è fallita e nel 1996 nel procedimento viene coinvolta anche Rita, che risulta debitrice – in quanto socia apparente – di una ditta svizzera fornitrice di gioielli per 390 milioni di lire. La donna viene condannata a risarcire il fornitore di gioielli Stefan Hafner nel 2006, sentenza confermata in appello nel 2008. A ottobre 2015 arriva la condanna definitiva.

‘’Io ho sempre rispettato la legge – ha dichiarato Rita al quotidiano La Sicilia – Sono altri che hanno calpestato i miei diritti. Non mi hanno permesso di prendere i miei vestiti, le mie cose. Hanno messo i sigilli alla casa e io non ho più nulla’’.

‘’Da qui non me ne andrò sto lottando per tantissimi italiani che senza avere colpe perdono la propria casa. So che ci sono indagini in corso. Spero di trovare un giudice che riesca ad ascoltarmi. Fino adesso lo Stato mi ha mandato contro un esercito, come fossi un pericoloso latitante. Questa è l’unica faccia dello Stato che ho visto in questi anni’’.

Il 28 aprile, Rita aveva minacciato di far esplodere quella stessa villa aprendo il gas, ed era finita all’ospedale di Palermo per l’intossicazione che si era causata da sola con il folle gesto.