33FBE78600000578-3581506-image-a-1_1462815555433Il 18enne di Manchester Daniel Howarth ha adescato una 15enne americana in chat per poi ridurla in schiavitù per mesi, costringendola a fare cose davvero disumane. Daniel, però, è stato condannato a “solo” 4 anni di carcere. Il motivo? Il giovane e la ragazzina, tecnicamente, non si sono mai incontrati se non il giorno del processo.

Giù perché Howarth era riuscito a soggiogare virtualmente la minorenne, rendendola la sua “schiava del sesso” ma senza mai toccarla. La teenager, che al processo ha dichiarato di averlo perdonato e di non nutrire più nessun rancore nei suoi confronti, veniva convinta da Howarth a non lavarsi per giorni, a bere la sua stessa urina, a mangiare i suoi capelli, a inviargli foto di lei che praticava autoerotismo e a non dormire di notte.

Nonostante lui la ricattasse, minacciando di rendere pubbliche le sue foto hot, stanca dei ripetuti abusi, un giorno la 15enne ha raccontato il suo segreto prima ad un amico e poi a un insegnante che ha allertato subito le autorità. Alla polizia è bastato risalire all’indirizzo IP del giovane per trovarlo e arrestarlo. Inutile dire che il computer del ragazzo era pieno di immagini pedopornografiche. Oltre alla ragazzina, Daniel era riuscito a rendere suo schiavo virtuale anche un altro giovane.

Alla sua vittima è stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico, che l’ha costretta a lasciare la scuola. La madre, per starle vicino, ha dovuto a sua volta lasciare il lavoro.