Alvin confessa: ‘All’Isola dei Famosi abbiamo toccato il fondo”

Alvin si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo il ritorno dall’Isola dei Famosi. Quella che si è conclusa poche settimane fa è stata un’edizione durissima come confessa l’inviato, spalla destra di Alessia Marcuzzi.

La location è perfetta. Consideri che dopo quella italiana, parte l’Isola israeliana, poi quella messicana, poi la spagnola e così via. Hai la terra ferma come base e gli atolli o se volete le Playe a distanza di pochi minuti di barchino. Si presta in maniera perfetta come location per quanto riguarda il ‘game'. Poi c'è l’Honduras, ma quella è un'altra storia. I ‘garifuna', gli abitanti che collaborano con noi, sono poverissimi. I bambini li fai felici con poco e per poco intendo anche un abbraccio, un sorriso. Il posto più frequentato è la ‘pulperia'. E lo sa che loro vendono tutto a un pezzo? Ovvero: una sigaretta e non il pacchetto, una caramella e non la confezione. Perché non possono permettersi di comprare la confezione intera. In compenso però tutti hanno lo Smartphone.  continua su: http://gossip.fanpage.it/alvin-quest-isola-e-stata-dura-con-l-accendino-di-fiordaliso-abbiamo-toccato-il-fondo/ http://gossip.fanpage.it/ALVIN E L’ISOLA DEI FAMOSI

Quest’anno è stata dura. I naufraghi conoscevano il mezzo televisivo e nonostante i nostri avvertimenti, provavano a non rispettare le regole. Il fondo lo abbiamo toccato con la storia dell’accendino portato da Fiordaliso. È un gioco, ci sono delle regole, vanno rispettate. Stop. Mi sono messo alla prova. Ho dovuto tenere salde le redini e cambiare passo. Ripeto, la storia dell’accendino non doveva accadere. Da quel momento non c’è stato più un momento davvero sereno. Ma molto stress fino alla finale”, dice Alvin.

Sulla prova di apnea di Mercedesz Henger: “C’erano un sub e un medico con lei e per noi era tutto ok. Poi in cuffia ho sentito la regia che urlava. Non abbiamo avuto la minima percezione del pericolo. In compenso Alessia Marcuzzi grazie al suo ‘Alvin, Alvin’ mi ha trasformato in una suoneria”.

E sull’Honduras: “La location è perfetta. Consideri che dopo quella italiana, parte l’Isola israeliana, poi quella messicana, poi la spagnola e così via. Hai la terra ferma come base e gli atolli o se volete le Playe a distanza di pochi minuti di barchino. Si presta in maniera perfetta come location per quanto riguarda il ‘game’. Poi c’è l’Honduras, ma quella è un’altra storia. I ‘garifuna’, gli abitanti che collaborano con noi, sono poverissimi. I bambini li fai felici con poco e per poco intendo anche un abbraccio, un sorriso. Il posto più frequentato è la ‘pulperia’. E lo sa che loro vendono tutto a un pezzo? Ovvero: una sigaretta e non il pacchetto, una caramella e non la confezione. Perché non possono permettersi di comprare la confezione intera. In compenso però tutti hanno lo Smartphone”.