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Matteo Cambi ha raccontato la sua vita nel corso della prima puntata di ‘Vertigo – Gli abissi dell’anima‘. L’imprenditore ha visto la propria vita cambiare totalmente nel 2008 quando la sua azienda è fallita e lui è finito in carcere.

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MATTEO CAMBI, IL RACCONTO SHOCK

Quando era un imprenditore di successo, Matteo Cambi viveva nel lusso. Era ricchissimo, possedeva aerei e yatch e sniffava cocaina. Oggi, invece, la sua vita è completamente cambiata:

Tutto inizia quando a 18 anni, dopo la morte di mio padre, un direttore di banca di Carpi mi chiama per comunicarmi che nella sua filiale ci sono circa 650 milioni di vecchie lire che lui mi aveva lasciato in eredità”.

“Conosco Lele Mora in Sardegna, era una delle persone più influenti in tv in quel periodo. Personaggi famosi indossano le mie magliette e questo fa partire il successo del mio marchio. È stato un investimento che ha portato i suoi frutti. […] Successivamente conosco Flavio Briatore e divento sponsor della Renault. A 24, 25 anni vivo un exploit del mio marchio e divento ricchissimo. I soldi mi portano a isolarmi, a uscire fuori dalla realtà. […] Avere donne, copertine, sovraesposizione, questo mi interessava”.

Con la droga inizio a rinchiudermi in casa, non uscivo in più, non mi interessava altro. Prendevo l’elicottero anche per andare a lavoro, anche se per arrivare a Milano ci volevano solo 50 minuti di macchina. […] Avevo un elicottero, un aereo, uno yacht di 30 metri e uno di 15. Macchine tantissime, un migliaio di orologi. Ero capace di spendere 200 mila euro per un week end, tra viaggi, cene, cocaina, spostamenti. Poi ero capace di lasciare tutto e tornare a casa solo per farmi di cocaina”, racconta Matteo Cambi.

Oggi, invece, la sua vita è completamente cambiata: “Oggi vivo in un appartamento di 80 metri in affitto, per cui pago un affitto di 500 euro. Sono con la mia famiglia e sono felice. Sarei un ipocrita a dire che non mi manca quello che avevo, la fortuna che avevo costruito”.

Infine, ha parlato della moglie Stefania: “Senza mia moglie non potrei stare, è lei che mi ha aiutato, che mi ha permesso di ricostruire il rapporto con mia figlia”.