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Giulio Berruti, a settembre, tornerà in tv con la nuova stagione di Squadra Antimafia. Sarà il nuovo vice questore della Duomo e avrà il compito di sostituire nel cuore del pubblico Domenico Calcaterra, interpretato da Marco Bocci. Un compito non facile per Giulio Berruti che, in questi giorni, si è lasciato andare ad una dolorosa confessione.

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GIULIO BERRUTI RACCONTA IL DRAMMA

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Vanity Fair, Giulio Berruti ha svelato un episodio molto doloroso del suo passato. Quando aveva solo 22 anni, la fidanzata rimase incinta ma, purtroppo, perse il bambino.

È successo quando avevo 22 anni. Avevamo scelto di tenerlo, l’abbiamo perso: aborto spontaneo, un vuoto improvviso in un piano inatteso. Ho rincontrato da poco quella donna. Ha avuto poi due figli da un uomo che li ha abbandonati. Uno dei due mi è saltato al collo: “Vuoi essere mio papà?”. Sono rimasto in silenzio. Gli ho scompigliato i capelli, e sorriso. ‘Avrei potuto esserlo, sì'”.

L’attore, poi, ha svelato come la sua vita fosse totalmente diversa prima di conquisare il successo: “Quando agli inizi di giugno finiva la scuola, venivo a lavorare in un’officina. Mi piaceva correre con le moto, solo che costavano, e costava anche correrci. Racimolavo soldi lavando auto: “zio” Maurizio mi dava cinquemila lire a macchina. Era il padrone. “Non so tu’ zio, e basta…”, diceva mentre lo guardavo fare. “Mo’ hai rotto de osserva’, pìa quella chiave inglese e inizia a lavora’ sur serio”. Mi svegliavo alle 7 e fino a sera scartavetravo sportelli, verniciavo cofani, armeggiavo nella meccanica dei motori. I miei amici tornavano a casa con la sabbia nelle infradito, io con le unghie nere e in tasca 100 mila lire. E intanto mio padre mi sognava medico”.