pokemon-go-onyx-1

Genitori in allarme da quando monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto, ha definito Pokemon Go “un gioco diabolico” e “un sistema totalitaristico come quello nazista“. Staglianò si è detto addirittura pronto a denunciare i creatori dell’app per “preservare la sicurezza sociale degli uomini e delle donne della Terra“.

Esagerato? Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta diretttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, conferma la pericolosità dell’app: “Il gioco richiede a chi lo usa di concentrarsi totalmente su quella che, pur essendo definita come ‘realtà aumentata’, è di fatto una realtà virtuale, lasciando, anche se solo momentaneamente, il contatto con la realtà attuale“.

Il pericolo – continua la psicoterapeuta – è dato dall’abbandono dei confini della realtà per vivere una realtà parallela, che consiste in una percezione non reale dentro un mondo reale. L’effetto è ancor più sfacciato di quello di una sbornia (durante la quale la percezione è offuscata dai fumi dell’alcool): potremmo paragonarlo a un’allucinazione, in cui la persona interagisce con un contesto reale basandosi su una realtà non condivisa“.

Nintendo dovrebbe fare in modo che l’app venga utilizzata solo in un contesto protetto, nel quale i giocatori non rischino di compiere azioni sconsiderate – suggerisce la dottoressa – È veramente incredibile come un gioco simile possa essere stato lanciato senza alcun tipo di precauzione o di avvertenza in questo senso: sembra quasi che il produttore voglia approfittare di una situazione sociale nella quale gli adulti hanno poca presa sui giovani e non riescono a contenere la loro energia in attività di valore affettivo e sociale“.

E voi siete d’accordo?