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Edoardo Costa torna in tv e ammette: “Sono pentito per quello che ho fatto ma oggi sono rinato”

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Edoardo Costa, dopo anni di esilio all’estero e a quattro anni dalla sentenza di condanna per truffa e appropriazione indebita torna a parlare in tv. Nel salotto di Barbara D’Urso, nel corso dell’ultima puntata di Domenica Live, Edoardo Costa parla della sua nuova vita e degli errori commenssi in passato.

edoardo_costaEDOARDO COSTA SI RACCONTA IN TV

L’intervista inizia parlando della storia d’amore di Edoardo Costa con Grace, ex modella: “Siamo fidanzati da 8 mesi, ma ci conosciamo da 30 anni, da quando faceva la modella a Milano. Allora aveva 18 anni, ci siamo sempre incrociati, visti, sempre in amicizia. Otto mesi fa a Miami ci siamo trovati per bere un caffè e ci è successa una cosa bellissima: non ci siamo più lasciati. Ad unirci non solo il buddismo, che io pratico da tempo”.

Subito dopo, si comincia a parlare dei guai legali, iniziati con il servizio di Striscia la Notizia del 2008: “Ho subito processi per sette anni, due processi penali a Varese per evasione fiscale e uno su Milano per la questione dell’associazione di volontariato. Siamo qui a parlarne proprio perché ci sono stati sette anni di processo, delle sentenze, per la precisione tre sentenze di condanna e le cose che poi ci sono state dopo”.

L’associazione di volontariato: “Ho fondato l’associazione, la CIAK, circa dieci anni fa, con l’intenzione di aiutare i bambini in difficoltà. L’idea è venuta quando mi hanno chiesto di fare dei calendari. Allora ho deciso di farli e di devolvere il ricavato ai bambini, fondando appunto l’associazione. Le mie spiegazioni prima del processo, subito dopo i servizi di Striscia, non hanno convinto. Ammetto che uno dei miei grandi errori è stato prendere soldi in contanti (quindi in nero) che io poi portavo in Africa, in Brasile, in quei posti, in contanti, come si faceva lì abitualmente. Non avendo mai registrato quei soldi è chiaro che poi, alla fine, dovevo farli registrare in qualche modo, e lì ci sono stati altri errori, tipo i 7 mila euro di cancelleria, voci messe lì per giustificarli dal punto di vista fiscale. E infatti sono stato condannato per evasione fiscale”.

Edoardo Costa assicura di essersi sempre assunto tutte le responsabilità: “Dopo che è esploso il caso, io ho mandato i soldi che avevo raccolto, circa 45 mila euro, in Africa per i vaccini. È tutto documentato. Con i due calendari ho raccolto oltre 100 mila euro, raccolti da una casa editrice. Loro hanno trattenuto le spese che hanno sostenuto, circa 50 mila euro, e mi hanno dato gli altri 50 mila con cui io ho costruito un asilo in Africa che ancora funziona”.

L’attore sul quale incombe la condanna di evasione fiscale, truffa e appropriazione indebita per 205 mila euro circa continua così: “In appello sono stato assolto per l’aggravante della truffa. Sono stato condannato per l’evasione fiscale e l’appropriazione indebita per quei 205 mila euro perché le indagini non sono riuscite a risalire a dove potesse essere quella cifra, mancavano i giustificativi. La verità è che quei 205 mila euro non sono documentati da ricevute perché erano soldi in contanti, in nero, che ho comunque usato per le iniziative benefiche in Africa, Brasile, Afghanistan”.

Infine conclude così: “Ho fatto tantissime stupidaggini di gestione, perché non ero in grado di gestire queste cose. L’ho fatto con entusiasmo, perché credevo in quei progetti. Con l’evasione fiscale posso aver truffato lo Stato italiano, ma mai i bambini in difficoltà”.