coronaFabrizio Corona è tornato in carcere, e questa volta con lui è finita dietro le sbarre anche l’amica, collega e complice Francesca Persi. Per la coppia, l’inizio della fine è stato il ritrovamento di 1 milione e 700mila euro non dichiarati nel controsoffitto dell’abitazione di Francesca venerdì pomeriggio.

Appena saputo del ritrovamento, Fabrizio Corona si è precipitato da Ivano Chiesa, il suo avvocato. Tre giorni dopo, l’arresto.

Ma cosa o chi ha portato gli inquirenti a fare irruzione a casa della Persi e a pensare di abbattere muri e controsoffitto per trovare la refurtiva? Incredibile ma vero, il Gola Profonda della situazione è stato proprio Fabrizio.

Dopo il ritrovamento di una bomba carta sotto casa di Corona, questa estate, la Procura di Milano aveva messo sotto controllo il telefono di Fabrizio per tutelarlo dai presunti autori della minaccia che volevano estorcergli 50mila euro.

Peccato che quella tutela si sia rivelata una condanna per Fabrizio. A inizio settembre, Corona ha ricevuto una telefonata dall’assistente Francesca Persi che si sfogava dopo essere stata vittima di alcuni ladri da appartamento: «Sono scioccata, mi sono entrati di nuovo i ladri in casa, hanno spaccato tutto». Al che Fabrizio, più preoccupato per il suo prezioso malloppo in nero che per l’eventualità che la telefonata venisse ascoltata dalle autorità, chiede più volte «L’hanno preso? (…) Hanno spaccato i muri?».

Francesca gli assicura che i ladri non hanno trovato niente, ma grazie a quella telefonata sarà qualcun altro, pochi giorni dopo, a trovare il frutto (nero) delle tante ospitate fatte da Fabrizio in quelli che avrebbero dovuto essere mesi dedicati solo alla riabilitazione.