paolo bonolisCome dimenticare la polemica sorta dopo la pubblicazione su Instagram del selfie della famiglia Bonolis sul jet privato?

Intervistato da Chi, Paolo Bonolis ha voluto commentare l’episodio ammettendo tranquillamente di essere un privilegiato grazie al suo lavoro e al successo ottenuto negli anni: “Ho la fortuna di fare un lavoro che mi rende e utilizzo questo privilegio nella maniera migliore per la mia famiglia. Per il resto è più facile criticare che vivere. Io faccio la mia vita, non sono per natura un ostentatore. Se alcuni mi vedono così perchè il mio conto in banca è più alto del loro mi dispiace, non vorrei che li muovesse una giustizia sommaria figlia di un irrisolto personale. Non puoi dire che tutti i ricchi sono imbecilli e che i poveri sono tutti saggi ma sfortunati, è una generalizzazione”.

Il conduttore è orgoglioso del lavoro svolto fino a oggi. Tanto che, tra le righe, si è permesso di criticare alcuni colleghi che non faticherete a individuare nella sua descrizione: “C’è del cinismo quando si cavalca il dolore, quando determinati passaggi drammatici della vita delle persone vengono esposti, trattati, sviscerati, analizzati, anche emotivamente enfatizzati da chi fa una trasmissione per ottenere un ascolto maggiore. E questo tipo di cinismo lo leggi spesso negli occhi di chi sta raccontando qualche cosa, ci sono anche atteggiamenti posturali e prossemici da parte del conduttore che svelano un disincanto assoluto nei confronti del dramma che sta trattando e una morbosa voracità nello sperare che questo dramma si amplifichi a vantaggio di un presunto ascolto. I nomi di questi conduttori? Penso che siano facilmente rintracciabili”.

Secondo voi a chi si riferiva?