hqdefaultL’attivista americana Lierre Keith, nel suo libro Il mito vegetarian (14,88€ su Amazon), ha scardinato uno a uno tutti i punti fermi e le convinzioni che spingono sempre più persone a scegliere una dieta vegetariana con l’illusione di salvare il pianeta. Lei che, vegana, lo è stata per più di 20 anni.

«Non è stato un libro facile da scrivere, e per molti non sarà facile da leggere – ha dichiarato Lierre Keith – Sono stata vegana per quasi vent’anni, animata da ragioni nobili e dal desiderio di salvare il pianeta, la sua natura selvaggia, le specie in via d’estinzione, e di non partecipare all’orrore degli allevamenti intensivi. Non volevo che il mangiare significasse uccidere animali. Insomma, sono stata anch’io vittima del mito vegetariano e dei suoi molti malintesi. Intendiamoci, coltivo ancora gli stessi ideali, mi batto per la salvezza del nostro pianeta”.

Ora però, forse anche a causa dei danni che la mia alimentazione estrema mi provocava, ho aperto gli occhi – continua l’attivista – E ho capito come funziona il ciclo vitale, e quanto sia giusto, ma anche crudele. Ho capito che l’agricoltura, lungi dall’essere la soluzione, è l’attività più distruttiva che gli esseri umani abbiano imposto al pianeta e comporta la distruzione di interi ecosistemi. La verità è che la vita non è possibile senza la morte, e che – indipendentemente da ciò che mangiate – qualcuno deve morire per alimentarvi».

Ecco quali conclusioni ha tratto la Keith nel suo libro.

IL VEGETARIANESIMO CONTRIBUISCE A SALVARE IL PIANETA?

Se vogliamo davvero salvare il pianeta dobbiamo capire che la prima causa di distruzione dell’ecosistema è l’agricoltura nel suo complesso. Certo, buona parte della produzione agricola è orientata all’allevamento animale, e ciò andrebbe cambiato. Ad esempio le vacche sono alimentate a grano e mais anche se naturalmente pascolerebbero l’erba, ma grazie ai moderni metodi agricoli abbiamo abbondanza di granaglie e dunque diventa più conveniente chiudere gli animali negli allevamenti intensivi, per produrre latte e carne a buon mercato. Questa è la logica immorale del capitalismo, tuttavia il problema non riguarda esclusivamente gli allevamenti, ma tutti noi: una dieta a base di prodotti agricoli non può essere la soluzione“.

LE MUCCHE SONO RESPONSABILI DEI GAS SERRA COME IL METANO?

muccaPer 50 millioni di anni ci sono stati sulla terra molti più animali dei ‘soli’ 40 millioni di vacche allevate oggigiorno. Solo nelle grandi pianure del Nord America una volta c’erano 60 milioni di bisonti, 30 milioni di antilopi, 10 milioni di alci, 10 milioni di daini e forse 2 milioni di pecore: quindi in passato c’era una enorme sovrabbondanza di ruminanti e vorrebbero farci credere che i pochi milioni allevati oggi sarebbero i responsabili della distruzione climatica? Dare la colpa agli animali per la situazione creata dall’uomo è ridicolo. Tutto è cominciato diecimila anni fa con l’invenzione dell’agricoltura, quello è stato il vero inizio del global warming. Perché per coltivare il terreno l’uomo rimuove le piante e ara il suolo. Il carbonio che prima veniva assorbito dalle piante si ossida e si disperde nell’atmosfera. Ad esempio una coltivazione di soia può rilasciare oltre 450kg di carbonio per ettaro. Il pianeta aveva una culla di suolo e una coperta di aria, e noi le abbiamo distrutte entrambe con l’agricoltura. Gli scientisti dicono che è troppo tardi, ma la vegetazione potrebbe ancora mettere le cose a posto: se si ricostituisse il 75% della vegetazione terrestre in meno di 15 anni il diossido di carbonio nell’aria calerebbe a 330 parti per milione. La soluzione è restaurare l’antica funzione della vegetazione e dei ruminanti”.

SE TUTTI FOSSERO VEGETARIANI CI SAREBBE CIBO PER TUTTI?

Chi lo afferma si basa sulla convinzione che le colture destinate agli allevamenti potrebbero andare alle persone, riducendo l’impatto ambientale e saziando tutti. Ma la realtà è che i contadini non coltivano il grano per gli animali: quella parte è solo un surplus che va agli animali perché il prezzo sul mercato è molto basso. Un prezzo deciso dalle sei multinazionali che hanno il monopolio… Grazie a tale monopolio possono creare giganteschi surplus, che vengono venduti ai Paesi poveri in un’operazione nota come “dumping agricolo”: sul prezzo si straccia la concorrenza locale, allontanando i contadini del luogo dalle loro terre. Il vero problema non è la quantità ma i metodi intensivi di produzione e il monopolio da parte delle grandi compagnie“.

CI SIAMO EVOLUTI PER UNA DIETA A BASE DI PIANTE?

La maggior parte delle prove converge verso la certezza che l’uomo sia diventato quel che è grazie a una dieta onnivora a base di carne che ha favorito lo sviluppo di un cervello grande il doppio di quello che avrebbe un primate della nostra taglia“.

UNA DIETA VEGETARIANA È PIÙ SANA?

On a dietAnalizzando i reperti archeologici di scheletri di agricoltori che avevano una dieta a base di piante e cacciatori che invece mangiavano carne, appare evidente come questi ultimi avessero ossa grosse, forti e perfette, mentre quelle dei “vegetariani ante litteram” erano piccole, deboli e malate. In fondo la carne è dalle 10 alle 100 volte più densa di nutrienti di una pianta. Gli organi come il fegato e il cuore sono ancora dalle 10 alle 100 volte più densi di nutrimenti degli organi. La percentuale di morti tra gli uomini vegetariani è sostanzialmente più alta di quella tra gli onnivori (0.93% vs 0.89%) e nel caso delle donne è ancora più evidente (0.86% vs 0.54%). Sono solo alcuni esempi, ma la lista di cosa non va nella dieta vegetariana è ancora lunga“.

 UNA VITA SENZA CAUSARE MORTE È POSSIBILE?

La verità è che non importa cosa mangi, nel momento in cui lo fai qualcosa deve morire per nutrirti. Siamo tutti predatori finché non diventiamo prede, è solo una questione di turni. Quindi non chiedetevi se c’è qualcosa di ‘morto’ nel vostro piatto, che sia un animale o meno, la fonte di tutto il cibo è sempre l’agricoltura, e l’agricoltura è un processo che uccide tutto. Abbiamo una battaglia da combattere: riparare, recuperare, riunire. Riparare i fiumi e la terra esausta, recuperare l’erba e gli animali erbivori, e quindi riunirci a tutto, come partecipanti e mai più come dominatori“.